Salone Nautico 2026, innovazione e sostenibilità al centro della nautica del futuro

Dal 1° al 6 ottobre Genova ospita la 66ª edizione del Salone Nautico Internazionale. Oltre mille imbarcazioni, nuove tecnologie e un programma che guarda alla trasformazione sostenibile del settore e alla cultura del mare.

Genova torna capitale internazionale della nautica con la 66ª edizione del Salone Nautico Internazionale, in programma dall’1 al 6 ottobre 2026. Una manifestazione che riunisce l’intera filiera del comparto e che, accanto alla dimensione industriale e commerciale, pone sempre maggiore attenzione ai temi dell’innovazione, della sostenibilità e del rapporto con l’ambiente marino.

L’edizione 2026 si presenta con numeri importanti: oltre 1.000 imbarcazioni, 215 novità e operatori provenienti da 45 Paesi e cinque continenti. Cresce inoltre del 4% il layout espositivo in acqua, mentre il segmento dei multiscafi registra un aumento del 28% delle unità presenti.

La nautica cambia insieme all’ambiente

Il settore nautico sta attraversando una fase di profonda trasformazione, nella quale ricerca tecnologica ed esigenze ambientali sono sempre più strettamente collegate.

Motorizzazioni a minore impatto, sistemi elettrici e ibridi, nuovi materiali, progettazione orientata all’efficienza energetica e soluzioni per ridurre consumi ed emissioni stanno progressivamente modificando il modo di progettare e vivere le imbarcazioni.

Il Salone di Genova rappresenta così anche uno spazio di confronto sulle nuove direzioni della nautica e sulle tecnologie chiamate a rendere il rapporto tra attività umane e mare sempre più sostenibile.

Una trasformazione che coinvolge un comparto di grande rilevanza economica: secondo i dati presentati in occasione della manifestazione, l’industria nautica italiana ha raggiunto 8,6 miliardi di euro di fatturato, genera oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e coinvolge quasi 170 mila occupati, con circa il 90% della produzione destinata ai mercati internazionali.

Blue Arena, uno spazio aperto alla cultura del mare

Tra le novità dell’edizione 2026 c’è la Blue Arena, uno spazio all’interno del Palasport pensato per avvicinare il Salone alla città e accessibile gratuitamente anche a chi non visita l’intera esposizione.

L’obiettivo è ampliare il racconto della nautica oltre il prodotto, coinvolgendo in particolare giovani e nuove generazioni e favorendo la conoscenza delle professioni e delle opportunità legate al mare.

Il tema della cultura del mare assume infatti un’importanza crescente anche dal punto di vista ambientale. Conoscere gli ecosistemi marini, comprenderne la fragilità e sviluppare nuove competenze rappresentano elementi fondamentali per costruire un modello di sviluppo della Blue Economy capace di conciliare crescita economica e tutela delle risorse naturali.

Genova e la Blue Economy

Il rapporto tra il Salone Nautico e Genova si inserisce in un territorio storicamente legato al mare, ai porti e all’economia marittima.

La manifestazione diventa quindi anche un’occasione per rafforzare il dialogo tra imprese, istituzioni, ricerca, formazione e cittadini, costruendo una visione della Blue Economy che non riguardi esclusivamente la produzione nautica, ma coinvolga cultura, innovazione tecnologica e sostenibilità.

In questa direzione si inseriscono anche gli appuntamenti culturali previsti durante i giorni del Salone, con iniziative capaci di mettere in relazione il mondo nautico con la città e con le sue istituzioni culturali. Tra queste, anche la collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova, pensata per creare un ulteriore collegamento tra mare, impresa e produzione culturale.

Dal 1° al 6 ottobre, il Waterfront di Levante diventa così non soltanto una delle principali vetrine internazionali della nautica, ma anche un luogo nel quale interrogarsi su come innovazione, industria e rispetto dell’ambiente possano procedere nella stessa direzione.

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