Di Battista e il tumore al cervello: quali sono i sintomi e quanti casi ci sono in Italia

Alessandro Di Battista è tornato in televisione dopo la diagnosi di un tumore al cervello e l’intervento chirurgico subito a Cuba. L’ex deputato ha raccontato di essersi sentito male a causa di un edema provocato dalla presenza della massa e che durante l’operazione è stato rimosso quasi tutto il tumore. Ora dovrà affrontare un percorso di cura. La sua vicenda riporta l’attenzione su una categoria di neoplasie relativamente rara, ma molto eterogenea: in Italia si registrano circa 6mila nuove diagnosi ogni anno.

Tumore al cervello, circa 6mila nuovi casi ogni anno

Secondo le stime riportate da Aiom e Airtum, nel 2025 in Italia sono stati stimati 5.730 nuovi casi di tumori del sistema nervoso centrale, pari a circa l’1,6% di tutte le diagnosi oncologiche. I casi riguardano più frequentemente gli uomini: 3.240 contro 2.490 nelle donne. Si tratta però di un insieme molto ampio di patologie, che comprende tumori primitivi, originati nel sistema nervoso centrale, e forme secondarie, cioè metastasi provenienti da altri organi. Tra i tumori primitivi rientrano i gliomi e il glioblastoma, la forma maligna più frequente nell’adulto.

Mal di testa e nausea: quali sono i sintomi da osservare

I sintomi non sono uguali per tutti e dipendono soprattutto dalla zona del cervello coinvolta e dalle dimensioni della massa. Tra i possibili segnali ci sono un forte mal di testa che non risponde ai farmaci, crisi epilettiche mai avute in precedenza, disturbi della vista o dell’udito, difficoltà nel linguaggio, problemi di equilibrio e coordinazione, debolezza o perdita di sensibilità di un arto, confusione, cambiamenti della personalità, nausea e vomito. Non significa, naturalmente, che questi disturbi indichino necessariamente un tumore: proprio per la loro aspecificità è la persistenza o la comparsa di sintomi nuovi, soprattutto se associati, a richiedere una valutazione medica.

Perché il tumore al cervello è difficile da diagnosticare

A differenza di altre neoplasie, per i tumori cerebrali non esiste oggi uno screening efficace rivolto alla popolazione generale. La diagnosi arriva nella maggior parte dei casi dopo la comparsa di sintomi e si basa sulla valutazione clinica e sugli esami di imaging, come risonanza magnetica e tomografia computerizzata. In alcuni casi viene effettuata anche una biopsia per definire con precisione il tipo e le caratteristiche della neoplasia. La posizione e l’estensione del tumore sono inoltre fondamentali per stabilire il trattamento, che può comprendere chirurgia, radioterapia o radiochirurgia e terapie farmacologiche.

Cause e fattori di rischio: cosa sappiamo

Nella maggior parte dei casi non è possibile individuare una causa precisa. Tra i fattori di rischio riconosciuti c’è l’esposizione ad alte dosi di radiazioni ionizzanti, mentre solo una piccola quota dei tumori gliali presenta una componente ereditaria. Per i campi elettromagnetici, compresi quelli prodotti dai telefoni cellulari, le evidenze disponibili non mostrano al momento un’associazione significativa con lo sviluppo di questi tumori. In Italia, inoltre, l’incidenza delle neoplasie del sistema nervoso centrale risulta sostanzialmente stabile negli ultimi anni.

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