Una ricerca dell’Università di Tsukaba rivela che non serve scattare o affaticare l’organismo per godere dei benefici della corsa, ma al contrario, un trotto leggerissimo può essere sufficiente ad avere un umore più allegro – oltre ad ottenere migliori risultati nelle prove cognitive. È sufficiente mantenere una velocità appena superiore a quella della camminata (6 o 7 km/h circa) per attivare processi di rilascio dopaminico e l’attività di alcune aree della corteccia prefrontale, la regione del cervello delegata al pensiero astratto e processi di decision making.
I benefici della corsa sono noti, e questo sport innato e alla portata di tutti non ha bisogno di particolari presentazioni. Ossigenazione, attività muscolare, benefici all’apparato cardiocircolatorio e allentamento della pressione sanguigna si annoverano tra i suoi numerosi pro. La ricerca in oggetto, pubblicata su Imaging Neuroscience il 4 agosto scorso dal team coordinato da Hideaki Soya, racconta al pubblico di alcuni benefici relativi a ragionamento e stato umorale.
Sono sufficienti 10 minuti di corsa, anche leggerissima, per avere benefici tangibili e immediati anche su funzionalità del cervello e umore del corridore. L’atto della corsa però è imprescindibile: laddove camminare consente di lasciare sempre un piede saldo a terra, l’atto di correre richiede di slanciarsi, sospendendo per poco tempo il corpo a mezz’aria. E pare che proprio da questa caratteristica dipendano i benefici rilevati, con altre attività sportive altrettanto salutari che non ottengono gli stessi precisi effetti.
La correlazione tra attività fisica e salute cognitiva è già stata messa in evidenza da una quantità di studio, spesso però focalizzati sulla quantità di moto necessaria a svilupparli e i benefici ottenuti con una pratica costante. Lo studio dell’università giapponese spiega per la prima volta come un’attività minima e a bassa intensità sia sufficiente a conseguire effetti positivi tangibili.
L’esperimento
L’esperimento ha selezionato 24 individui in buona salute (11 uomini e 13 donne) e li ha monitorati attraverso diverse sessioni attraverso una cuffia per il rilevamento dell’attività cerebrale. Tra queste, una di corsa su tapis-roulant per una lunghezza di 1600 metri, che sono stati coperti in un tempo variabile tra i 17 e i 21 minuti, una di camminata, e una di seduta. Dopo ogni sessione, sono stati sottoposti a un test cognitivo: e qui i benefici della corsa si sono manifestati, anche laddove è stata mantenuta la velocità minima di ‘trotto’. La quasi totalità dei partecipanti ha dichiarato di avvertire un miglioramento dell’umore dopo il tempo impiegato a correre, e ha dimostrato capacità cognitive aumentate.
Massimo risultato, minimo sforzo
Per il prof. Soya, “I nostri risultati offrono una buona notizia. Correre al ritmo più blando possibile, per soli 10 minuti, è sufficiente a migliorare l’umore e ad affinare le funzioni cognitive. Abbiamo scoperto che la corsa non deve essere ‘tosta’ per avere un effetto positivo sul cervello. I risultati mostrano che 10 minuti di corsa a velocità molto bassa hanno migliorato significativamente l’umore, ridotto il tempo di interferenza nel test di Stroop (ovvero migliorato la funzione esecutiva) e determinato un’attivazione della corteccia prefrontale laterale sinistra (PFC).”
Inoltre, “durante la corsa è stata misurata l’accelerazione della testa, ovvero l’entità delle oscillazioni verticali verso l’alto e verso il basso, ed è stata riscontrata una correlazione positiva significativa con il tono dell’umore positivo. L’accelerazione della testa rappresenta una caratteristica peculiare della corsa e potrebbe essere uno dei fattori associati al miglioramento dell’umore indotto dalla corsa a velocità molto bassa. In conclusione, questo studio mostra che una singola sessione di corsa, anche a velocità molto bassa, induce un miglioramento dell’umore e della funzione esecutiva, associato a una maggiore attivazione di specifiche aree della corteccia prefrontale. Se sia l’umore sia la funzione esecutiva migliorano con la corsa a velocità molto bassa, la corsa a intensità molto leggera potrebbe rappresentare una modalità di esercizio in grado di favorire il benessere emotivo e le funzioni cognitive, riducendo al minimo stress, affaticamento e disagio fisico.”

