Jannik Sinner e gli infortuni: dall’anca al ginocchio, tutti i problemi del campione

Jannik Sinner non è un robot. La frase pronunciata dopo il malessere accusato al Roland Garros 2026 racconta forse meglio di qualsiasi statistica il momento che sta vivendo il numero uno del tennis mondiale. Il suo ritiro dagli US Open per il problema al ginocchio destro riporta infatti al centro dell’attenzione un tema che accompagna il percorso del campione altoatesino: gli episodi di difficoltà fisica che, in più occasioni, hanno condizionato partite e tornei.

Sinner, il problema al ginocchio che lo ha fermato nel 2026

L’ultimo capitolo è quello più recente e anche uno dei più importanti. Dopo il trionfo a Wimbledon, Sinner è stato costretto a fermarsi per un problema al ginocchio destro. La situazione non gli ha permesso di partecipare ai Masters 1000 di Toronto e Cincinnati e, nonostante il lavoro svolto con il proprio staff medico, il recupero non è stato sufficiente per affrontare gli US Open.

La decisione è soprattutto una scelta di prudenza. Sinner ha infatti ribadito la necessità di tornare in campo soltanto quando sarà completamente pronto, evitando di trasformare un problema fisico in uno stop più lungo.

Dal Roland Garros alla presa di coscienza: “Non sono un robot”

Uno degli episodi più significativi è arrivato al Roland Garros 2026. Contro Juan Manuel Cerundolo, dopo aver dominato i primi due set, Sinner ha accusato un forte malessere ed è stato costretto alla sconfitta. Arrivava a Parigi dopo una striscia impressionante di 30 vittorie consecutive e cinque Masters 1000 conquistati di fila.

Il problema non fu soltanto il risultato. Quella giornata ha rappresentato per Sinner un vero campanello d’allarme sulla gestione delle energie e sulla necessità di arrivare agli appuntamenti più importanti nella migliore condizione atletica possibile.

L’anca destra lo fermò nel 2024

Prima dell’attuale stop, l’infortunio più significativo per durata era stato quello all’anca destra accusato nella primavera del 2024.

Sinner fu costretto a ritirarsi dal Masters 1000 di Madrid prima di disputare il quarto di finale contro Félix Auger-Aliassime. Il problema era già comparso nei match precedenti e lo obbligò a uno stop di circa quattro settimane. Il rientro avvenne al Roland Garros, mentre saltò gli Internazionali d’Italia.

Un episodio particolarmente importante perché mostrò quanto anche il fisico potesse diventare un fattore nella programmazione della stagione del giovane campione.

Vesciche e piccoli problemi fisici: i primi stop

Gli acciacchi di Sinner, però, hanno una storia più lunga. Il primo ritiro legato a un problema fisico risale al 2020, al torneo di Vienna: contro Andrey Rublev, l’azzurro fu costretto ad abbandonare il match dopo appena tre game a causa di una vescica al piede destro.

Le vesciche tornarono a creare problemi anche nel 2022, quando Sinner si ritirò nei quarti di finale del Masters 1000 di Miami contro Francisco Cerundolo.

Sono episodi apparentemente meno importanti rispetto a un problema articolare, ma raccontano quanto sia complessa la gestione fisica di un atleta sottoposto a ritmi e carichi di lavoro elevatissimi.

Il caldo è uno dei principali nemici di Sinner

C’è poi un elemento ricorrente nella carriera di Sinner: la difficoltà a gestire condizioni di caldo e umidità particolarmente estreme.

Il caso più recente è proprio quello del Roland Garros 2026, ma non è stato l’unico. Nel 2025 Sinner fu costretto a ritirarsi durante la finale di Cincinnati contro Carlos Alcaraz, disputata in condizioni di caldo molto intenso e dopo essere stato debilitato anche da un virus. Qualche mese più tardi, a Shanghai, arrivò un altro ritiro durante il match contro Tallon Griekspoor.

Anche Wimbledon 2024 aveva lasciato un episodio difficile da dimenticare: nei quarti contro Daniil Medvedev, Sinner accusò giramenti di testa e vomito.

Quando il fisico resiste: Sinner ha vinto anche soffrendo

La storia degli infortuni di Sinner, però, non è soltanto una sequenza di ritiri. In diverse occasioni il numero uno del mondo è riuscito a superare momenti di evidente difficoltà fisica e a trasformarli addirittura in vittorie.

Agli Australian Open 2025, per esempio, contro Holger Rune, Sinner accusò problemi allo stomaco legati al caldo. Riuscì comunque a recuperare e a vincere la partita, proseguendo poi il cammino fino alla conquista del titolo.

Un copione simile si è verificato anche a Roma nel 2026: in semifinale l’azzurro dovette fare i conti con tremori, nausea e difficoltà respiratorie, dopo un periodo di calendario particolarmente intenso. Superato il momento critico, arrivò comunque fino alla conquista del torneo.

La nuova sfida di Sinner: proteggere il fisico per continuare a vincere

A 25 anni Sinner ha già raggiunto traguardi straordinari, ma la gestione del fisico potrebbe diventare una delle chiavi della seconda parte della sua carriera.

Il messaggio emerso dopo il Roland Garros è chiaro: non basta essere il più forte, bisogna anche arrivare agli appuntamenti decisivi nelle condizioni migliori. Il forfait agli US Open 2026 rappresenta una rinuncia pesante, soprattutto per un giocatore abituato a competere per il titolo, ma può essere anche un investimento sul futuro.

Perché il vero obiettivo, per Sinner, non è semplicemente tornare in campo il prima possibile. È riuscire a costruire un percorso nel quale talento, preparazione e salute possano convivere abbastanza a lungo da sostenere una carriera ai massimi livelli.

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