Nick Kyrgios positivo alla cocaina: sospensione provvisoria per il tennista australiano

L’International Tennis Integrity Agency ha annunciato il provvedimento a seguito di un controllo effettuato a giugno durante il torneo di Maiorca. L’atleta ammette le proprie responsabilità in un messaggio sui social: «Ho commesso un enorme errore».

Il mondo del tennis torna a far discutere fuori dai campi da gioco. Il tennista australiano Nick Kyrgios è stato sospeso in via provvisoria dall’International Tennis Integrity Agency (ITIA) dopo essere risultato positivo alla cocaina. Il test è stato effettuato il 22 giugno 2026 durante il torneo ATP 250 di Maiorca, in Spagna. La conferma dell’esito analitico è arrivata a luglio da un laboratorio accreditato dall’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), che ha rilevato la presenza di benzoilecgonina, il principale metabolita della sostanza ricreativa.

Il test anti-doping a Maiorca e il provvedimento dell’ITIA

La sospensione cautelare nei confronti di Kyrgios è scattata ufficialmente il 4 agosto 2026, come reso noto dall’organismo indipendente che vigila sull’integrità del tennis professionale. La sostanza individuata rientra nella categoria degli stimolanti e figura nella lista dei prodotti proibiti dalla WADA.

Il regolamento antidoping prevede sanzioni differenti a seconda che l’assunzione di sostanze ricreative avvenga in gara o fuori competizione. Pur avendo il diritto di presentare ricorso contro la sospensione provvisoria di fronte a un tribunale indipendente, l’ITIA ha confermato che, al momento dell’annuncio, il tennista non ha impugnato la misura cautelare.

Le scuse di Nick Kyrgios sui social: «Mi assumo la piena responsabilità»

A stretto giro dall’ufficializzazione della notizia, il 31enne australiano ha affidato la propria risposta a un lungo messaggio pubblicato sul proprio profilo Instagram. Kyrgios ha ammesso direttamente l’errore senza cercare giustificazioni legali o procedurali.

«Ho commesso un enorme errore e me ne assumo pienamente la responsabilità. Chiedo scusa ai miei tifosi, alla mia famiglia, ai miei sponsor e a tutte le persone a me vicine», ha scritto l’ex numero 13 del ranking ATP ed ex finalista di Wimbledon. Nel messaggio, l’atleta ha espresso forte rammarico soprattutto nei confronti dei giovani appassionati che lo seguono, definendosi «profondamente deluso» dalla propria condotta.

Il calvario degli infortuni e il difficile momento della carriera

Nel ricostruire il contesto personale che ha preceduto l’episodio, Kyrgios ha sottolineato il peso psicologico accumulato negli ultimi due anni, caratterizzati da continui problemi fisici che ne hanno limitato l’attività agonistica.

L’australiano ha spiegato come la consapevolezza di essere vicino alla fine della propria carriera professionistica abbia inciso profondamente sul suo equilibrio emotivo. Faticare ad accettare il declino fisico, dopo una vita interamente dedicata al tennis, lo avrebbe portato a vivere momenti di profondo isolamento. Pur ribadendo che tali difficoltà non giustificano in alcun modo l’uso di sostanze vietate, il giocatore ha voluto condividere la complessità del momento umano oltre che sportivo.

Le implicazioni sulla carriera del tennista e i possibili scenari

La posizione dell’atleta resta ora al vaglio degli organi disciplinari. Nel caso di sostanze ricreative assunte fuori dalle competizioni e senza finalità di miglioramento della prestazione sportiva, il Codice Mondiale Antidoping prevede sanzioni che possono variare da alcuni mesi fino a un massimo di due anni di squalifica, a seconda delle circostanze accertate durante l’iter procedurale.

Il caso rischia di segnare in modo definitivo la carriera di uno dei talenti più cristallini ma controversi del circuito tennistico internazionale, proprio nella fase in cui il giocatore cercava di ritrovare la continuità sul campo.

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