Dal 12 agosto 2026 entra nella fase di applicazione il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, noto come PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation). L’obiettivo è ridurre la produzione di rifiuti, aumentare la riciclabilità e favorire il riutilizzo degli imballaggi, intervenendo sull’intero ciclo di vita del packaging.
Le nuove regole riguardano tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo e comportano cambiamenti significativi soprattutto per le imprese, ma avranno effetti progressivamente visibili anche per i consumatori.
Imballaggi UE, l’obiettivo è ridurre i rifiuti
Il regolamento nasce dalla necessità di contenere la crescita dei rifiuti da imballaggio. Nel 2023 ogni cittadino europeo ne ha prodotto in media 178 chilogrammi e, senza nuove misure, la quantità sarebbe destinata ad aumentare ulteriormente. Il PPWR interviene quindi già nella fase di progettazione, chiedendo imballaggi più facilmente riciclabili, una riduzione del packaging superfluo e un utilizzo più efficiente dei materiali.
Uno dei punti centrali della normativa è la riciclabilità. Gli imballaggi dovranno rispettare requisiti progressivamente più stringenti, con importanti traguardi fissati al 2030 e al 2035. Particolare attenzione è dedicata alla plastica, per la quale sono previsti obiettivi relativi alla presenza di materiale riciclato negli imballaggi. La Commissione europea sta inoltre definendo metodologie comuni per verificare e calcolare il contenuto riciclato.
Il nuovo regolamento punta anche a limitare gli imballaggi eccessivi e non necessari e a favorire sistemi di riutilizzo e ricarica. Dal 2030 entreranno progressivamente in vigore obiettivi di riutilizzo per diverse categorie di packaging. Per alcune tipologie di imballaggi da trasporto, ad esempio, è prevista una quota minima del 40% di riutilizzabilità all’interno di sistemi dedicati.
Cosa cambia per i consumatori
Per i cittadini la trasformazione sarà graduale e riguarderà soprattutto ciò che troveranno sugli scaffali: confezioni più essenziali, materiali più facilmente riciclabili e una maggiore diffusione di contenitori riutilizzabili.
Sono previste anche nuove forme di etichettatura armonizzata per facilitare il riconoscimento dei materiali e il corretto conferimento nella raccolta differenziata. Il regolamento considera inoltre soluzioni digitali per fornire informazioni più dettagliate sulla composizione degli imballaggi.
Cosa cambia per le imprese
L’impatto più significativo riguarda produttori, importatori e distributori, che dovranno verificare la conformità degli imballaggi alle nuove prescrizioni. Gli adeguamenti potranno coinvolgere progettazione, scelta dei materiali, etichettatura, logistica e sistemi di responsabilità estesa del produttore. Per le aziende, dunque, il PPWR rappresenta non soltanto un nuovo obbligo normativo, ma una possibile revisione dei processi produttivi e delle strategie di approvvigionamento.
Una transizione che guarda al 2035
Il 12 agosto 2026 non segna la conclusione della riforma. Il regolamento introduce infatti un calendario progressivo di obblighi e obiettivi che arriveranno fino al 2035, con requisiti sempre più severi su riciclabilità, riuso e gestione degli imballaggi. La sfida sarà trasformare le nuove regole in una concreta economia circolare. Per riuscirci serviranno non solo packaging più sostenibili, ma anche infrastrutture di raccolta e riciclo adeguate, investimenti industriali e informazioni chiare per i consumatori.

