Osteoporosi, le ossa “parlano” con cervello e ormoni: la ricerca

Quando si parla di osteoporosi si pensa subito a ossa fragili, invecchiamento e carenza di calcio. In realtà, secondo le più recenti ricerche, il quadro è molto più complesso. Oltre ai fattori tradizionalmente conosciuti, anche cervello, sistema nervoso e ormoni sembrano avere un ruolo determinante nel mantenimento della salute dello scheletro.

Osteoporosi, la ricerca pubblicata sul Journal of Clinical Investigation

Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Investigation ha evidenziato come l’osso non sia una struttura passiva, ma un tessuto vivo in costante rinnovamento, capace di ricevere segnali provenienti dall’intero organismo. In particolare, alcuni ormoni prodotti dall’ipofisi e le connessioni con il sistema nervoso influenzano l’equilibrio tra la formazione di nuovo tessuto osseo e il suo riassorbimento.

Il ruolo degli ormoni

Tra gli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca c’è il possibile ruolo dell’FSH, l’ormone follicolo-stimolante. Gli studiosi ritengono che l’aumento di questo ormone durante la menopausa possa contribuire alla perdita di massa ossea, affiancandosi al più noto calo degli estrogeni. Anche alterazioni della funzione tiroidea e alcune patologie endocrine sono state associate a un maggiore rischio di fragilità scheletrica.

L’osteoporosi rappresenta oggi una delle principali cause di fratture negli anziani. In Italia interessa oltre 4 milioni di persone e ogni anno provoca centinaia di migliaia di fratture da fragilità, con importanti conseguenze sulla qualità della vita e sull’autonomia dei pazienti.

L’importanza di prevenzione e diagnosi precoce

Gli esperti sottolineano quindi l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce. Attività fisica regolare, alimentazione equilibrata, adeguato apporto di calcio e vitamina D e controlli specialistici nei soggetti a rischio restano gli strumenti più efficaci per proteggere le ossa e ridurre il rischio di fratture.

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