Sanità ligure, i nuovi obiettivi dei super manager regionali su conti e liste d’attesa

La Regione Liguria mette nero su bianco i nuovi traguardi per i vertici della sanità: conti in ordine, riduzione delle liste d’attesa e tempi più rapidi nei pronto soccorso. Obiettivi precisi, che per i tre direttori generali delle principali aziende sanitarie regionali non rappresentano solo una linea guida, ma anche un passaggio decisivo per ottenere i premi di risultato previsti.

Nell’ultima riunione di giunta sono stati definiti i parametri che dovranno raggiungere nel 2026 Marco Damonte Prioli, alla guida di Ats Liguria, Monica Calamai per l’Azienda ospedaliera metropolitana e Francesco Quaglia per il Galliera. In palio fino a 20 mila euro di premio, pari al 20% della retribuzione accessoria in caso di raggiungimento degli obiettivi massimi.

Sanità ligure, cinque punti chiave di valutazione

Sono almeno cinque i punti chiave su cui verrà costruita la valutazione. Tra questi spicca il tema dell’equilibrio economico-finanziario, nodo centrale per la sanità ligure. La gestione dei conti continua infatti a rappresentare una delle principali criticità, con la Regione chiamata ogni anno a interventi complessi per compensare i disavanzi e mantenere il bilancio in equilibrio senza ricorrere a nuovi aumenti fiscali.

Il problema delle liste d’attesa

Altro capitolo inevitabile è quello delle liste d’attesa, ormai da tempo al centro del dibattito sanitario. La richiesta è chiara: garantire una maggiore disponibilità delle prestazioni attraverso il Cup e rispettare i tempi previsti per visite, esami diagnostici e interventi programmati. Una sfida tutt’altro che semplice, considerando i ritardi accumulati e i lunghi tempi che molti cittadini continuano a segnalare.

Un fenomeno che si intreccia con la crescente mobilità sanitaria: aumentano infatti i liguri che scelgono strutture pubbliche o convenzionate fuori regione, soprattutto in Lombardia, Piemonte e Toscana, per sottoporsi a interventi chirurgici.

La gestione dei pronto soccorso

Tra gli indicatori individuati dalla giunta c’è spazio anche per la gestione dei pronto soccorso. In particolare verrà monitorato il tempo che passa tra la richiesta di ricovero da parte del medico e la presa in carico effettiva da parte del reparto destinato ad accogliere il paziente, uno dei fattori che influisce maggiormente sulle permanenze prolungate nei reparti di emergenza.

Non solo assistenza: tra i parametri rientrano anche il contenimento della spesa farmaceutica e il potenziamento della ricerca scientifica e della sperimentazione clinica.

Obiettivi rigidi: critiche dall’opposizione

Obiettivi che vengono considerati più rigidi rispetto al passato e che, secondo alcune forze politiche, rischiano di trasformarsi in una missione complicata. Dal centrosinistra arrivano infatti critiche alla linea della giunta Bucci. Il segretario regionale del Pd Davide Natale e la responsabile sanità Katia Piccardo parlano di richieste difficili da sostenere senza nuove risorse: «Si chiedono risultati straordinari ai direttori generali senza modificare realmente le condizioni della sanità ligure». Secondo il Pd, il rischio è quello di scaricare sulle figure manageriali responsabilità legate a problematiche strutturali del sistema sanitario regionale.

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