L’intelligenza artificiale potrebbe diventare un alleato prezioso per individuare precocemente l’Adhd, il disturbo da iperattività e deficit di attenzione. Uno studio della Duke University, pubblicato su Nature Mental Health, mostra come un sistema basato sull’IA sia in grado di riconoscere segnali del disturbo anni prima rispetto alle diagnosi tradizionali.
Il meccanismo alla base dello studio
Il meccanismo si basa sull’analisi di dati raccolti normalmente durante le visite pediatriche di routine. Attraverso le cartelle cliniche elettroniche, il modello riesce a stimare con grande precisione il rischio che un bambino possa sviluppare l’Adhd in futuro, aprendo così la strada a interventi più tempestivi.
Si tratta di un passo importante, considerando che il disturbo interessa milioni di bambini e spesso viene individuato tardi, facendo perdere opportunità preziose di supporto nei primi anni di crescita, quelli che possono incidere maggiormente sul percorso futuro.
Iperattività e deficit d’attenzione, studiati i dati di oltre 140mila bambini
Per arrivare a questi risultati, i ricercatori hanno studiato i dati sanitari di oltre 140mila bambini, con e senza diagnosi di Adhd, addestrando il sistema a leggere la storia clinica dalla nascita alla prima infanzia. L’algoritmo ha imparato a riconoscere schemi ricorrenti tra segnali evolutivi, comportamentali e clinici che possono anticipare il disturbo di diversi anni.
Secondo lo studio, il modello si è rivelato particolarmente affidabile già dai 5 anni di età, anticipando una diagnosi che oggi spesso arriva non prima dei 6 anni e che in alcuni casi può slittare addirittura fino all’adolescenza. Una prospettiva che potrebbe cambiare il modo in cui si affronta il disturbo, puntando sempre più sulla prevenzione e sull’intervento precoce.

