Torna a casa dopo una serata con gli amici, cade dalla bici elettrica e resta sull’asfalto per minuti interminabili. Nessuno si ferma ad aiutarlo. Anzi, mentre è ancora a terra, sotto la pioggia, qualcuno gli porta via il portafoglio.
È una storia che lascia senza parole quella emersa dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate tra corso Marconi e via Nizza, a Torino. È notte fonda, sono quasi le sei del mattino tra venerdì 23 e sabato 24 gennaio, quando Davide Borgione, 19 anni, viene ripreso riverso sull’asfalto accanto a una bici elettrica a noleggio. Piove, fa freddo e il ragazzo resta lì, immobile, per troppo tempo.
Nel filmato si vede anche un’auto transitare in quel punto. Non è chiaro se lo abbia urtato o meno. Il conducente, ascoltato successivamente dagli agenti, ha riferito: «Se l’ho colpito non me ne sono accorto, era già a terra». Poi l’episodio più sconvolgente: un uomo si avvicina al corpo del giovane, gli ruba il portafoglio e si allontana, come se nulla fosse.
Le ipotesi degli inquirenti
Davide stava rientrando a casa nel quartiere San Salvario dopo aver trascorso la serata in discoteca. Gli amici hanno chiarito fin da subito che non era ubriaco. Solo dopo il gesto dello sciacallo, alcune persone si sono fermate e hanno allertato i soccorsi.
Il 19enne non indossava il casco. I sanitari del 118 hanno tentato a lungo di rianimarlo prima del trasferimento d’urgenza all’ospedale CTO, dove però è stato dichiarato morto. La causa del decesso è un grave trauma cranico, ma sarà l’autopsia a chiarire cosa sia accaduto davvero. Al momento restano aperte tre ipotesi: un possibile investimento, un malore improvviso mentre era in sella alla bici elettrica o una caduta dovuta alla pioggia, con l’impatto fatale della testa sull’asfalto.
Il racconto del padre
«L’ho accompagnato io in discoteca perché lì è difficile parcheggiare. Mi ha salutato sorridendo, dicendomi “ciao papà”», racconta con la voce spezzata Fabrizio Borgione, padre di Davide. «Sapevo che sarebbe tornato con una bici elettrica o un monopattino, come faceva spesso. Quella sera non aveva il casco, l’aveva lasciato a casa».
Sul furto, poche parole ma cariche di dolore: «È un gesto disumano. Spero che quella persona venga identificata e punita. Per fortuna esiste anche chi non si volta dall’altra parte, come il ragazzo che si è fermato e ha chiamato i soccorsi».
Una tragedia che apre interrogativi profondi, non solo su come sia morto Davide, ma anche su quanto può essere fragile la linea tra indifferenza e umanità.
Credit Photo: Fanpage.it

