Profumo sul collo: un gesto quotidiano che potrebbe far male alla salute

Spruzzarsi il profumo sul collo è un’abitudine comune, quasi automatica. Lo facciamo ogni giorno senza pensarci troppo, convinti che sia il punto ideale per far durare la fragranza più a lungo. Eppure, secondo diversi medici e studi recenti, potrebbe non essere una scelta così innocua come sembra.

Negli ultimi giorni a sollevare il tema è stato l’infettivologo Matteo Bassetti, che attraverso un post sui social ha messo in guardia da questa pratica molto diffusa. Un allarme che ha trovato riscontro anche su portali di divulgazione medica come Medicitalia.it, dove si parla apertamente dei possibili rischi per la tiroide.

Perché il collo è una zona delicata

Da tempo si sa che il profumo andrebbe evitato sulle parti del corpo esposte al sole: molte fragranze contengono sostanze fotosensibilizzanti che, a contatto con luce e calore, possono causare irritazioni o reazioni cutanee. Ma il problema del collo va oltre.

“È davvero salutare spruzzare il profumo proprio lì?”, si chiede Bassetti. La risposta, secondo l’infettivologo, è tutt’altro che rassicurante. Il collo si trova infatti in prossimità della tiroide, una ghiandola fondamentale per il nostro organismo, responsabile della regolazione del metabolismo, dell’energia, della temperatura corporea e dell’equilibrio ormonale. In più, la pelle del collo è particolarmente sottile, sensibile e povera di ghiandole sebacee, quindi meno protetta rispetto ad altre zone del corpo.

Interferenti endocrini e sistema linfatico

C’è poi un altro aspetto da considerare. Il collo è una zona chiave per il drenaggio linfatico: qui passano linfonodi e vasi che hanno il compito di filtrare le tossine e supportare il sistema immunitario. Secondo uno studio pubblicato su Environmental Health Insights, molti prodotti profumati contengono sostanze definite “interferenti endocrini”, come muschi sintetici e ftalati. Questi composti, se assorbiti dalla pelle o inalati nel tempo, potrebbero alterare il funzionamento del sistema ormonale.

Il messaggio non è quello di demonizzare il profumo, ma di usarlo con maggiore consapevolezza. “Continuiamo a usarlo – sottolinea Bassetti – ma scegliendo zone meno sensibili come i polsi, l’interno del gomito o la nuca”. Via libera anche dietro le orecchie, sui vestiti o sui capelli, purché si utilizzino prodotti specifici e privi di alcol (con una battuta ironica dell’infettivologo sulla sua calvizie).

La tiroide, una ghiandola da proteggere

A confermare queste precauzioni è anche Medicitalia.it, che ricorda come alla base del collo sia situata la tiroide, una ghiandola a forma di farfalla che produce ormoni essenziali come T3 e T4. Questi ormoni influenzano il consumo delle calorie, il sistema cardiovascolare e, nelle donne in gravidanza, anche lo sviluppo del feto.

Secondo alcuni studi, l’applicazione costante e abbondante di profumo in questa zona potrebbe, nel lungo periodo, interferire con il corretto funzionamento tiroideo, favorendo squilibri ormonali.

Meglio prudenza che rischi

La dottoressa Isabella Gallerani, intervistata più volte sull’argomento, ha spiegato che, sebbene non esistano ancora prove scientifiche definitive al 100%, la correlazione tra alcune sostanze presenti nei profumi (come gli ftalati) e le alterazioni ormonali è plausibile. Proprio per questo, consiglia un uso più moderato e attento. Una cosa, però, è certa: numerosi studi hanno dimostrato che l’uso eccessivo di profumi può irritare la pelle nel tempo. Motivo in più per rivedere alcune abitudini quotidiane. Nel dubbio, meglio cambiare punto di applicazione: il profumo continuerà a fare il suo effetto, senza mettere a rischio la salute.

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