Addio a Valentino, il noto stilista aveva 93 anni

© Photo Credit: leggo.it

Valentino Garavani, addio al genio eterno dell’alta moda

È morto a 93 anni Valentino Garavani, colosso indiscusso della moda mondiale, l’Ultimo Imperatore dell’haute couture. Con la sua scomparsa si chiude un capitolo fondamentale della storia dello stile internazionale, quello scritto da un creativo capace di trasformare l’eleganza in linguaggio universale. Valentino Clemente Ludovico Garavani, nato a Voghera l’11 maggio 1932, si è spento ieri a Roma, la città che più di ogni altra aveva amato e scelto come rifugio dell’anima, nella serenità della sua residenza sull’Appia Antica, circondato dall’affetto dei suoi cari.

Roma, Parigi e un marchio diventato leggenda

Il mondo raffinato e glamour che Valentino ha costruito nel corso di una carriera irripetibile si dissolve simbolicamente con lui. Creatore dell’omonimo marchio, amante del lusso più puro e della bellezza senza tempo, aveva lasciato il cuore a Roma pur scegliendo Parigi come capitale delle sue sfilate. Una doppia anima che ha segnato tutta la sua parabola creativa, tra classicismo italiano e grandeur francese.

L’ultimo saluto in piazza Mignanelli

La camera ardente sarà allestita mercoledì e giovedì, dalle 11 alle 18, nella storica sede della maison in piazza Mignanelli. I funerali si terranno venerdì alle 11 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Proprio in piazza Mignanelli, a ridosso di piazza di Spagna, Valentino aveva aperto nei primi anni Sessanta l’atelier più ambito dal jet set internazionale, punto di riferimento assoluto per lady, principesse e dive di tutto il mondo.

I passaggi di proprietà e la continuità del mito

Un luogo rimasto simbolicamente immutato, nonostante i numerosi passaggi di proprietà del marchio. Nel 1998 la maison fu venduta alla casa tedesca Hdp, quindi nel 2002 passò al Gruppo Marzotto, successivamente al fondo Permira e nel 2007 alla sceicca Sheikha Mozah, moglie dell’emiro del Qatar. L’ultimo capitolo si è scritto nel 2023, con l’ingresso del gruppo Kering che ha acquisito il 30% del capitale per 1,7 miliardi di euro, riservandosi l’opzione di arrivare al 100% entro il 2029. È sempre al civico 23 di piazza Mignanelli che, nel febbraio 2025, Valentino e Giancarlo Giammetti hanno inaugurato la Fondazione Garavani Giammetti, dedicata a mostre di arte e moda e al sostegno della formazione dei giovani stilisti.

Il 45° anniversario e la festa che fece storia

A Roma resta indelebile il ricordo dei festeggiamenti per il 45° anniversario della maison: tre giorni di celebrazioni sfarzose che ancora oggi fanno scuola. Una retrospettiva di abiti d’archivio all’Ara Pacis, una sfilata di alta moda nel complesso di Santo Spirito in Sassia e un galà tra le colonne del Tempio di Venere, con il Colosseo sullo sfondo, evento mai concesso prima. La scenografia fu affidata al premio Oscar Dante Ferretti. Il gran finale prese vita nel Parco dei Daini, a Villa Borghese, con un ballo e un concerto live di Annie Lennox all’interno di una finta pagoda cinese nei toni oro, nero e rosso, il colore prediletto di Valentino, “un incrocio fra carminio, porpora e cadmio”. Mille invitati ballarono fino all’alba, mentre lo stilista danzava circondato da Caroline di Monaco, Claudia Schiffer, Mick Jagger e altre celebrità.

L’Ultimo Imperatore e il racconto sul grande schermo

Una festa kolossal che consacrò definitivamente il soprannome di Ultimo Imperatore della moda. Lo stesso titolo fu poi scelto per il docu-film The Last Emperor, diretto da Matt Tyrnauer, dedicato agli ultimi due anni di attività dello stilista, tra passerelle, backstage e interviste. “Sono sempre andato avanti per la mia strada. Mai seguito il minimalismo, il grunge, un’offesa alle donne vedere come le conciano” rispondeva a chi gli chiedeva un commento sulle tendenze del momento. Valentino aveva una missione chiara: rendere le donne eleganti, impeccabili, eternamente perfette.

La direzione creativa dopo Valentino

Dopo un breve periodo sotto la guida di Alessandra Facchinetti, la direzione creativa della maison passò a Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri, che avevano affiancato Valentino negli ultimi anni. Chiuri lasciò nel 2016 per diventare la prima donna alla guida di Dior, mentre Piccioli ha diretto la maison in solitaria dal 2016 al 2024. Alla sua uscita è subentrato Alessandro Michele, tuttora direttore creativo, dopo l’esperienza alla guida di Balenciaga del predecessore.

Gli inizi, la formazione e l’incontro decisivo

Il giovane Valentino aveva studiato figurino a Milano e frequentato la Berlitz School per perfezionare il francese. A Parigi aveva poi seguito un corso di stilismo all’École de La Chambre Syndicale de la Couture. Negli anni Cinquanta collaborò con la maison Jean Dessès e con l’atelier di Guy Laroche. Nel 1957 fondò la Valentino insieme al padre, ma le difficoltà economiche rischiarono di compromettere il progetto. La svolta arrivò con l’ingresso di Giancarlo Giammetti, allora studente di architettura, che divenne il suo socio occupandosi della gestione finanziaria mentre Valentino si concentrava esclusivamente sulla creatività.

Da via dei Condotti al successo globale

Nel 1959 aprì l’atelier in via dei Condotti a Roma e nel 1960 iniziò ufficialmente la collaborazione con Giammetti. Il trionfo arrivò nel 1962 con la prima collezione presentata a Pitti Moda a Firenze, che lo consacrò tra i couturier più celebri al mondo. Nel 1967 lanciò la prima collezione maschile, nel 1968 adottò la celebre V come logo e firmò l’abito da sposa di Jacqueline Bouvier per le nozze con Aristotle Onassis. Dagli anni Settanta le boutique Valentino aprirono nelle capitali internazionali della moda. Il profumo che porta il suo nome nacque nel 1991, mentre nel 1990, insieme a Giammetti, fondò l’Associazione L.I.F.E. a sostegno della ricerca contro l’Aids.

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultimi articoli