Lo smart working ha cambiato le abitudini lavorative di molte persone, ma lavorare da casa non significa necessariamente disporre di una postazione adeguata. Sedie non ergonomiche, tavoli a un’altezza non corretta e l’utilizzo prolungato del computer portatile possono influire sulla postura e favorire l’insorgenza di tensioni muscolari e dolori cervicali.
La Dott.ssa Maria Laura Lopes, medico fisiatra, spiega quali sono i fattori alla base di questo problema e quali accorgimenti adottare per migliorare la propria postazione di lavoro.
Il legame tra smart working e cervicalgia
«Il legame tra smart working e cervicalgia è dovuto a un’alterata postura. A casa, spesso, non abbiamo né i tavoli appropriati né le sedie appropriate che ci permettono di mantenere una buona postura e, soprattutto, utilizziamo i computer portatili.
Il fatto di usare un computer portatile, in cui la tastiera e lo schermo sono in basso e costringono a mantenere la cervicale in flessione, a lungo termine provoca dolore e tensione muscolare. Di conseguenza, il quadro si aggrava, fino ad arrivare a una vera e propria cervicalgia».
Come correggere la postura alla scrivania
«La prima cosa da fare è la correzione posturale: bisogna mettere il computer, o il monitor, all’altezza degli occhi e non in basso, in modo da mantenere la cervicale dritta, e correggere sia l’altezza della sedia sia quella del tavolo da lavoro».

