Svizzera senza medici di base: perché gli stipendi d’oro non bastano

Stipendi elevati, ma pochi medici di famiglia disponibili. La Svizzera si trova a fare i conti con una carenza di professionisti della medicina territoriale che coinvolge anche i medici italiani, attratti dalle condizioni economiche offerte oltreconfine. Tre medici su quattro in Svizzera provengono dall’estero e oltre un quarto dei titolari degli studi ha più di 60 anni. A pesare sono il numero limitato di posti nelle facoltà di medicina e il progressivo invecchiamento della categoria, due fattori che rendono difficile garantire il ricambio generazionale.

Medici di famiglia, il problema è il ricambio generazionale

La carenza non dipende soltanto dal numero di professionisti attualmente in attività. Una parte consistente dei medici di base si avvicina alla pensione e non sempre è già stato individuato chi potrà subentrare nella gestione degli studi. Un’indagine federale sulla medicina di base rileva che nel 2025 quasi la metà dei medici di questo settore aveva almeno 55 anni e che solo una parte dei professionisti prossimi alla pensione aveva già organizzato la successione. Il rischio è particolarmente evidente nelle aree rurali, dove l’offerta di assistenza è più limitata.

Perché gli stipendi elevati non bastano

Retribuzioni e condizioni economiche possono attirare professionisti dall’estero, ma non risolvono da sole una carenza strutturale. La formazione di nuovi medici richiede anni e il numero di laureati prodotti dal sistema nazionale non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno. A questo si aggiungono l’aumento delle persone anziane, la diffusione delle patologie croniche e una domanda di assistenza destinata a crescere. Il governo svizzero ha riconosciuto la necessità di rafforzare la medicina di base e promuovere nuove leve, con un programma che punta anche a distribuire parte delle attività tra diverse figure sanitarie.

Le conseguenze per i pazienti e le possibili soluzioni

Quando mancano i medici di famiglia, trovare un professionista disponibile può diventare più difficile, soprattutto nei territori meno serviti. Eppure la medicina di base è fondamentale per seguire nel tempo i pazienti, gestire le malattie croniche, intercettare precocemente nuovi problemi di salute e indirizzare agli specialisti quando necessario. Per affrontare la carenza, la Confederazione sta valutando anche un maggiore coinvolgimento degli infermieri di pratica avanzata, che potrebbero svolgere alcune prestazioni in collaborazione con i medici. L’obiettivo è alleggerire il carico di lavoro e mantenere l’accesso alle cure, senza sostituire il ruolo del medico di famiglia.

Il caso svizzero mostra così un problema che va oltre gli stipendi: per garantire l’assistenza sanitaria servono professionisti sufficienti, un ricambio generazionale efficace e un’organizzazione capace di rispondere ai bisogni della popolazione. Anche un sistema sanitario con risorse economiche elevate può trovarsi in difficoltà se l’offerta di medici non cresce al ritmo della domanda.

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