Influenza in anticipo, dobbiamo vaccinarci prima? Cosa cambia nel 2026

L’influenza potrebbe tornare a farsi sentire prima del previsto e la nuova stagione parte con vaccini aggiornati ai virus che potrebbero circolare nei prossimi mesi. In Italia la campagna di vaccinazione 2026-2027 è già partita: il Ministero della Salute ha indicato l’inizio di ottobre come momento per avviare le somministrazioni, mentre la vaccinazione resta disponibile per le persone eleggibili anche più avanti nel corso della stagione.

Il precedente della stagione anticipata

A riaccendere l’attenzione sul calendario dell’influenza è soprattutto quanto accaduto nella stagione precedente in Europa. Nel 2025-2026 la circolazione dei virus influenzali era aumentata tre-quattro settimane prima rispetto alle due stagioni precedenti. A determinare l’incremento era stata soprattutto la comparsa di una variante di A(H3N2), il cosiddetto subclade K, che si era diffuso rapidamente in diversi Paesi. L’ECDC aveva quindi invitato le persone per cui la vaccinazione era indicata a non rimandarla.

Questo non significa, però, che ogni anno l’influenza debba necessariamente arrivare con lo stesso anticipo. La tempistica della stagione può variare e, soprattutto a inizio autunno, è ancora presto per prevederne con certezza l’andamento. Per questo l’indicazione italiana di avviare la campagna a ottobre non rappresenta un cambio improvviso di strategia, ma segue le raccomandazioni sanitarie previste per la stagione 2026-2027.

Il vaccino è stato aggiornato: cosa contiene

Come ogni anno, il vaccino antinfluenzale è stato modificato sulla base dei virus osservati attraverso la sorveglianza internazionale. Per la stagione 2026-2027 l’OMS raccomanda vaccini trivalenti contenenti un ceppo A(H1N1)pdm09, un ceppo A(H3N2) e un virus dell’influenza B appartenente al lignaggio Victoria. Per i vaccini prodotti su uova, i ceppi indicati sono A/Missouri/11/2025 (H1N1)pdm09-like, A/Darwin/1454/2025 (H3N2)-like e B/Tokyo/EIS13-175/2025; per quelli prodotti su colture cellulari o con tecnologie ricombinanti sono previsti ceppi equivalenti aggiornati.

In Italia AIFA ha autorizzato nove vaccini per la stagione 2026-2027. L’aggiornamento dei ceppi serve proprio a mantenere la maggiore corrispondenza possibile tra la formulazione vaccinale e i virus influenzali attesi.

Dobbiamo vaccinarci prima del solito?

La risposta è: non necessariamente prima del solito, ma è importante non rimandare troppo se si rientra nelle categorie per cui la vaccinazione è raccomandata. Il Ministero indica l’avvio delle campagne regionali dall’inizio di ottobre e prevede che la vaccinazione venga offerta alle persone eleggibili anche in un momento successivo della stagione.

In Italia la vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente alle persone che, per età o condizioni personali, presentano un maggiore rischio di complicanze. Tra queste rientrano gli over 60, le donne in gravidanza e nel periodo post-partum, i bambini dai 6 mesi ai 6 anni, le persone con patologie croniche e alcune categorie professionali, oltre a chi vive o lavora in particolari strutture assistenziali.

Influenza, perché il vaccino resta importante

L’influenza non è sempre una malattia banale. Nella maggior parte dei casi provoca febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari e stanchezza, ma in alcune persone può causare complicanze anche serie, soprattutto in presenza di età avanzata, gravidanza o patologie croniche. La vaccinazione rappresenta la principale strategia di prevenzione e viene aggiornata ogni anno proprio perché i virus influenzali continuano a evolvere.

Per questo, più che chiedersi se “quest’anno arriverà una nuova influenza”, la domanda utile è un’altra: quando è il momento giusto per proteggersi? Per chi è nelle categorie raccomandate, l’indicazione è non aspettare che la circolazione del virus sia già elevata. La campagna è partita e la protezione può essere costruita prima che l’influenza raggiunga il picco invernale.

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