Dalla citizen science alla ocean intelligence, il mare entra in una nuova fase di lettura.
Il mare è sempre più osservato. Negli ultimi anni abbiamo imparato a raccogliere dati ovunque: dai satelliti alle boe, dai sensori distribuiti lungo le coste fino ai dispositivi installati sulle reti da pesca o sugli scafi delle navi. Eppure non basta. L’oceano è un ecosistema complesso, dinamico, in continuo movimento, e per comprenderne davvero i fenomeni servono ancora più dati, più connessioni e soprattutto una maggiore capacità di integrarli.
È proprio da questa sfida che nasce CS-MACH1 (Citizen Science for Marine data uptake at MACH 1 speed), progetto finanziato nell’ambito di Horizon Europe. Coordinato dal CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, con il supporto di ETT, il progetto riunisce un ampio partenariato internazionale composto da SMHI – Swedish Meteorological and Hydrological Institute, MARIS BV, Seascape Belgium, CSIC – Consejo Superior de Investigaciones Científicas, National Oceanography Centre, AUA – Acopian Center for the Environment, NOC – National Oceanography Centre, OutBe, Ifremer (Istituto francese di ricerca per lo sfruttamento del mare), IEEE Computer Society, American University of Armenia, ECSA – European Citizen Science Association, VLIZ – Flanders Marine Institute, Università di Malta e UNESCO.
L’obiettivo è ambizioso: rafforzare la rete europea della citizen science marina e valorizzare i dati raccolti da cittadini, comunità locali e associazioni, affinché possano contribuire concretamente alla ricerca scientifica e alla tutela degli ecosistemi marini.
Per anni, infatti, i dati raccolti “dal basso” sono rimasti ai margini dei grandi sistemi scientifici: frammentati, difficili da integrare, spesso sottoutilizzati. CS-MACH1 interviene proprio in questo spazio, costruendo infrastrutture, metodologie e strumenti in grado di trasformare queste informazioni in dati scientificamente affidabili e interoperabili.
Quando i dati iniziano a dialogare tra loro, smettono di essere tracce isolate e diventano conoscenza: delineano tendenze, suggeriscono scenari, supportano decisioni.
Dalla citizen science alla ocean intelligence
Il cuore del progetto è proprio questo passaggio evolutivo: trasformare la citizen science da pratica partecipativa a vera infrastruttura di conoscenza.
È qui che prende forma il concetto di ocean intelligence: una nuova modalità di leggere e interpretare il mare attraverso l’integrazione tra dati scientifici, tecnologie digitali e contributi diffusi provenienti dalla società civile.
Oggi migliaia di persone raccolgono informazioni su biodiversità, qualità delle acque, habitat marini e cambiamenti ambientali. Ma senza sistemi capaci di organizzare, validare e connettere queste informazioni, il loro potenziale rischia di disperdersi.
CS-MACH1 lavora proprio su questo livello: costruire un ecosistema in cui i dati della citizen science possano entrare nei grandi ambienti scientifici europei, contribuendo a modelli previsionali, strumenti di monitoraggio, strategie ambientali e processi decisionali.
Il risultato è un cambio di scala: da una moltitudine di osservazioni isolate a una visione strutturata, continua e condivisa dell’oceano.

Il ruolo di ETT S.p.A.: dalla gestione del dato alla marine intelligence operativa
All’interno di CS-MACH1, ETT S.p.A. svolge un ruolo centrale nella gestione e valorizzazione del dato marino, grazie a un’esperienza consolidata a livello europeo nello sviluppo di sistemi digitali per l’ocean data management e l’interoperabilità delle informazioni ambientali.
Antonio Novellino, responsabile Smart City di ETT S.p.A., società del gruppo Deda, racconta:
“Nel corso degli anni, ETT ha contribuito a importanti infrastrutture e programmi internazionali come EMODnet e Copernicus Marine Service, lavorando sull’integrazione di dati oceanografici complessi e sulla loro trasformazione in strumenti utili per la ricerca e per le politiche ambientali. A questa esperienza si affiancano attività operative in contesti applicativi come la sorveglianza marittima con Frontex, il supporto alle aree marine protette (ASPIM), i sistemi informativi per ARPA Liguria e le piattaforme di osservazione del mare come Euskoos, oltre a servizi dedicati ai porti e alla gestione costiera”.
“In CS-MACH1 – approfondisce Novellino – questa competenza si traduce nella capacità di rendere interoperabili dati eterogenei provenienti da sensori low cost e citizen science, trasformandoli in informazioni affidabili e utilizzabili. Il contributo di ETT è quindi quello di offrire strumenti digitali ed esperienza per dare voce ai dati del mare: organizzarli, collegarli ed elaborarli, affinché possano diventare conoscenza concreta a supporto della ricerca e delle decisioni sul futuro degli oceani”.
Una rete che connette dati, persone e istituzioni
Il cuore operativo del progetto è la creazione di una rete europea, la Marine Citizen Science Data Network, che mette in connessione iniziative di citizen science, sviluppatori di tecnologie, ricercatori e istituzioni.
Non si tratta solo di un’infrastruttura tecnica, ma di un ecosistema collaborativo. La rete facilita lo scambio continuo tra attori diversi e costruisce un terreno comune per la gestione dei dati.
In questo modo, una galassia dispersa di progetti si trasforma in un sistema coordinato, capace di produrre conoscenza condivisa.

Dati che diventano decisioni
Uno degli aspetti più rilevanti di CS-MACH1 è il legame diretto con i processi decisionali.
Le informazioni raccolte dai cittadini non restano infatti confinate all’osservazione, ma possono alimentare sistemi avanzati di monitoraggio e supportare strumenti strategici come il Digital Twin Ocean europeo, contribuendo alle politiche ambientali legate a clima, biodiversità e gestione sostenibile delle coste.
La citizen science smette così di essere un’attività parallela rispetto alla ricerca istituzionale e diventa parte integrante della governance ambientale.
Quello che emerge è un cambio di paradigma profondo. L’osservazione dell’oceano non è più centralizzata, ma diffusa, continua, condivisa. La conoscenza non nasce solo nei laboratori, ma dall’incontro tra comunità, tecnologie e modelli scientifici.
“È questa la vera rivoluzione introdotta da CS-MACH1: trasformare la partecipazione diffusa in conoscenza strategica e costruire una nuova forma di intelligenza oceanica collettiva”.

