Un gruppo di ricercatori statunitensi ha utilizzato l’intelligenza artificiale per progettare virus mai esistiti in natura. Si tratta di batteriofagi, virus che infettano i batteri, capaci di eliminare ceppi di Escherichia coli resistenti agli antibiotici. L’esperimento apre la strada a nuove terapie contro i patogeni più pericolosi, ma solleva anche forti preoccupazioni per la sicurezza.
La ricerca degli scienziati sul virus
Gli scienziati, guidati dal professor Brian L. Hie dell’Università di Stanford, hanno addestrato modelli linguistici specializzati in genomica (Evo 1 ed Evo 2) per generare sequenze genetiche completamente nuove, ispirate al genoma del batteriofago ΦX174. Da questo processo sono nati circa 300 virus artificiali, di cui 16 si sono dimostrati vitali ed efficaci nell’eliminare batteri resistenti.
L’obiettivo a lungo termine
L’obiettivo è sfruttare questi strumenti per contrastare l’antibioticoresistenza, considerata una minaccia globale che potrebbe causare milioni di morti ogni anno. Tuttavia, la possibilità di creare entità biologiche mai viste prima pone interrogativi etici e rischi concreti: se queste tecnologie sfuggissero al controllo, potrebbero avere conseguenze gravissime.
Lo studio, intitolato Generative design of novel bacteriophages with genome language models, è stato pubblicato su BiorXiv, ma non è ancora stato sottoposto a revisione scientifica.

