Due sostanze naturali migliorano l’efficacia della chemioterapia nel trattamento del glioblastoma

Un integrazione alla chemioterapia che può migliorarne l’efficacia – Qui Salute Magazine

Per la prima volta, uno studio condotto su pazienti umani ha dimostrato che l’uso combinato di due molecole naturali può potenziare la chemioterapia contro il glioblastoma, uno dei tumori cerebrali più aggressivi. La ricerca, frutto della collaborazione tra l’Istituto di farmacologia traslazionale del CNR (Cnr-Ift) e la Fondazione ARTOI, con il supporto epidemiologico del Policlinico Gemelli, è stata pubblicata sulla rivista scientifica Cancers.

Coinvolti 72 pazienti nella sperimentazione

La sperimentazione ha coinvolto 72 pazienti adulti affetti da glioblastoma (GBL) e ha mostrato che l’associazione di curcumina e polidatina, entrambe sostanze di origine naturale, può aumentare l’efficacia del trattamento chemioterapico, in particolare con il farmaco temozolomide. Questo risultato segue gli incoraggianti test svolti in vitro meno di un anno fa, che avevano già evidenziato l’effetto sinergico delle due molecole.

“La nostra è una ricerca ancora in fase iniziale, ma i risultati sono promettenti e rafforzano l’idea di un approccio integrato per la cura del glioblastoma”, spiega Giampietro Ravagnan, ricercatore del Cnr-Ift e coautore dello studio.

Trattamento come integrazione alla chemioterapia

Il trattamento non sostituisce i protocolli oncologici standard, ma ne rappresenta un’integrazione. Le due molecole vengono somministrate sotto forma di gel sublinguale, e in alcuni casi si aggiunge anche un preparato a base di Boswellia, utile per gestire l’edema cerebrale. Questo approccio mira a rafforzare l’azione della chemioterapia, rendendo le cellule tumorali meno resistenti ai farmaci.

La ricerca si inserisce nel più ampio progetto di collaborazione tra Cnr-Ift e Fondazione ARTOI, da tempo impegnati nello sviluppo di strategie terapeutiche innovative per tumori particolarmente difficili da trattare. L’obiettivo è duplice: da un lato aumentare l’efficacia delle cure riducendone gli effetti collaterali, dall’altro approfondire i meccanismi dell’immunità naturale per prevenire l’insorgenza del cancro.

“Un elemento chiave di questo studio – sottolinea Massimo Bonucci, presidente della Fondazione ARTOI e responsabile della raccolta dati – è stata la partecipazione attiva e costante dei pazienti. I risultati migliori in termini di sopravvivenza si osservano proprio in chi ha seguito con continuità i protocolli convenzionali integrati con queste sostanze naturali, che aiutano a tenere sotto controllo i processi infiammatori legati sia alla malattia che alle terapie”.

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