Le aggressioni verbali e fisiche ai danni di medici e operatori sanitari non accennano a diminuire, un dato sconcertante e allarmante che richiede un’azione immediata e decisa. Secondo un recente sondaggio condotto dai sindacati Anaao-Assomed, diffuso in occasione della Giornata contro la violenza sugli operatori sanitari, l’81% di loro ha subito episodi di aggressione. Di questi, il 23% riferisce di tipo fisico, il 77% verbale. Inoltre, sebbene il 75% abbia assistito personalmente ad aggressioni ai colleghi, il 69% non denuncia.
Pronto Soccorso e Psichiatria i più colpiti
I reparti più colpiti da queste aggressioni sono il Pronto Soccorso e la Psichiatria, dove il numero di episodi registra un costante aumento. Tuttavia, ciò che rende la situazione ancora più complessa è che solo nella metà dei casi le aggressioni sono compiute direttamente dai pazienti. Spesso sono i parenti dei pazienti ad assumere un ruolo attivo negli episodi di violenza, con il 42,3% delle aggressioni che si verificano in questi contesti. Eppure, più della metà degli intervistati individua le cause delle aggressioni in fattori esterni all’aggressore stesso.
Il 31,4% degli operatori sanitari identifica il definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) come la causa principale di questa violenza, in quanto i medici vengono spesso considerati responsabili del razionamento delle prestazioni. Altri fattori che contribuiscono a scatenare episodi di aggressione includono carenze organizzative (16,7%), carenza di comunicazione (6,7%), e fattori socio-culturali (35,5%).
Quasi la totalità delle aggressioni segnalate ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, che sono state coinvolte nel 26% dei casi. Pertanto, solamente nelle situazioni più gravi, che poi si traducono in un formale esposto all’autorità giudiziaria. Il 73% degli operatori sanitari, da solo o con il supporto dei colleghi, affronta le aggressioni verbali o fisiche.
I commenti
Il segretario Anaao-Assomed, Pierino Di Silverio, ha chiaramente indicato la necessità di aumentare il finanziamento del SSN per potenziare i servizi sanitari, aumentare il personale e migliorare le condizioni di lavoro. “È inutile trovare scuse: bisogna finanziare il SSN. I tre miliardi in più sul FSN dell’ultima legge di bilancio non bastano assolutamente. Non bastano, per esempio, a potenziare i servizi di psichiatria, ad aumentare i posti letto per acuti e cronici, a riorganizzare il territorio, ad assumere. Perché certamente è necessario aumentare gli organici: per avere più tempo per la comunicazione con i parenti, più tempo per la cura dei pazienti, meno attese nei Pronto Soccorso”, commenta il Segretario Nazionale Anaao Assomed, Pierino Di Silverio.
“Infine, è necessario che i medici siano protetti, soprattutto nei Pronto Soccorso più a rischio, da personale addetto alla sicurezza. Ma è paradossale che i medici debbano difendersi da coloro di cui si prendono cura – prosegue – questa aggressività purtroppo è anche fomentata da un dibattito pubblico violento, soprattutto sui social, con amplificazione di casi di presunta malasanità e da studi legali speculativi, che attuano un vero e proprio sciacallaggio nei confronti del personale sanitario, invogliando a fare cause che nel 97% dei casi si concludono con un nulla di fatto. Una cosa è certa : non possiamo esercitare una professione così delicata e impegnativa in un clima di paura costante anche solo di entrare in ospedale. È necessario – conclude Di Silverio – che medici e pazienti si uniscano per chiedere il finanziamento della sanità pubblica, e che si difendano non gli uni dagli altri ma insieme da chi la vuole smantellare”.
Tuttavia, non è solo una questione di finanziamento. Il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, ha richiamato l’importanza di dare piena applicazione alla legge sulla sicurezza degli operatori sanitari del 2020. Le aziende devono adottare protocolli per segnalare alle autorità tutti gli episodi di violenza, in modo da attivare la procedibilità d’ufficio. Inoltre, è essenziale che venga garantita una protezione legale adeguata per gli operatori che denunciano questi episodi.
Anelli è stato supportato nelle sue richieste dal presidente nazionale di “Sis 118”, Mario Balzanelli, che ha denunciato un aumento delle aggressioni contro gli equipaggi del Sistema di Emergenza Territoriale 118. Balzanelli ha sottolineato la mancanza di una statistica precisa sui casi e l’insufficienza delle misure legali attualmente in atto per contrastare questo fenomeno. In risposta a questa crescente minaccia, Balzanelli ha annunciato una campagna di sensibilizzazione per evidenziare il problema e coinvolgere gli operatori del 118 nei tavoli di confronto sull’emergenza.

