La posta della psicologa: la Dott.ssa Gregorini risponde alle vostre domande

In questo spazio la Dott.ssa Gregorini, psicologa che si occupa di psicoterapia individuale, di coppia e familiare, risponderà a quesiti, dubbi e curiosità che le rivolgerete.
Per scrivere anche tu alla Dottoressa, entra nella sezione “La posta della Psicologa” e compila la richiesta in fondo alla pagina!

L’obiettivo è fornire input di riflessione generali per favorire la consapevolezza sull’importanza della salute mentale. È importante sottolineare che nessuna interazione può essere paragonabile ad una consulenza specialistica, né ad un intervento di aiuto.

I vostri quesiti

Salve Dottoressa, esiste un modo per capire se un amico ci tiene a te?

Salve, come primo passo è importante chiedersi come mai sorge questo dubbio. È una perplessità legata ad un singolo rapporto o a tutte le relazioni?
Occorre distinguere i nostri aspetti di vulnerabilità, che inevitabilmente ci condizionano, dalla realtà del qui ed ora.
Ad esempio, se si proviene da una famiglia in cui l’esterno è stato sempre vissuto con diffidenza e sospettosità, si può interiorizzare una difficoltà a fidarsi degli altri e ciò può comportare la messa in atto di comportamenti che andranno a confermare la teoria di partenza, ossia la convinzione che gli altri sono deludenti e non affidabili.
È importante acquisire tre consapevolezze:
1. in ogni relazione tra persone adulte esiste una co-responsabilità;
2. la reciprocità è un ingrediente cardine di un rapporto sufficientemente sano ed i gesti sono esplicativi più delle parole;
3. saper comunicare autenticamente, anche i propri timori, è essenziale per se stessi e per la relazione.

Buongiorno dottoressa, controllando il tel di mio marito ho scoperto che chatta con una donna e tendenzialmente si scambiano contenuti lavorativi ma poi ci sono anche dialoghi più “piccanti”. Mi stupisce che abbia bisogno di scrivere così spesso ad una sconosciuta. Cosa non va in me?

Salve, mi colpisce la sua domanda. Perché se suo marito chatta con un’altra persona dovrebbe esserci qualcosa che non va in lei? Attribuirsi l’intera responsabilità di una relazione non aiuta a vederla nella sua complessità e totalità. Ciò che sta accadendo può essere un campanello di allarme per chiedersi cosa stia succedendo nel vostro rapporto, un “sintomo” da comprendere e ascoltare.
Inoltre, controllare un oggetto personale di un’altra persona oltre ad essere un azione illecita, è il segnale di una dinamica disfunzionale. L’iper-controllo è la manifestazione di un disagio da non sottovalutare.
Sarà importante partire dal “guardare” il vostro rapporto ed ascoltarsi, recuperando una possibilità di confronto. Rispetto al mondo “online”, è comune idealizzare l’altro e fantasticare dietro la facile accessibilità. Nella coppia è fondamentale sintonizzarsi su se stessi e parallelamente ascoltare l’altro, il rischio è quello di decentrarsi, interrogandosi solo sulle motivazioni del comportamento del partner perdendo di vista il proprio sentire.

Dottoressa secondo lei qual è la differenza tra innamoramento e amore?

È un quesito importante che non potrà essere risolto interamente in questo spazio ma è possibile fotografare alcuni elementi essenziali.
L’innamoramento è una fase in cui fisiologicamente si tende ad idealizzare l’altro e il rapporto. Si percepiscono forti sensazioni ed emozioni. È la fase della scoperta e dell’incertezza. Il passaggio da innamoramento ad amore richiedere uno step essenziale: la delusione. Significa che si passa dall’ideale al reale, riconoscendo le imperfezioni dell’altro e del rapporto. Non esiste una relazione perfetta ed esente da difficoltà.
L’amore non è statico ma è chiamato ad evolversi e rinnovarsi nelle diverse fasi di vita e di un rapporto.
Esiste, poi, chiaramente, una profonda soggettività nel vivere le esperienze sentimentali.
La scelta del partner e le caratteristiche della relazione amorosa rispecchiano il grado di maturità emotiva.

Dottoressa, mi rendo conto di vivere una vita impostata sul senso del dover e del sacrificio. Da cosa può dipendere ciò?

Salve, piacere e dovere sono due dimensioni importanti ed è fondamentale che siano sufficientemente integrate.
Quando si è polarizzati sul senso del dovere bisogna cercare nella propria storia i significati profondi di questa tendenza.
Ad esempio, frequentemente le persone che non riescono a concedersi il piacere, provengono da esperienze infantili in cui hanno sentito un forte peso delle aspettative, percependo di poter essere accettati solo in base alla “performance”, ai risultati raggiunti.
Inoltre, spesso inconsciamente si sente di non meritare il piacere, restando intrappolati in arcaici sensi di colpa da espiare.
Il piacere richiede, infine, una flessibilità nel poter “allentare” il controllo.

 

Dott.ssa Giulia Gregorini
Psicologa – Psicoterapeuta

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