Un’inchiesta del quotidiano britannico The Guardian ha sollevato l’allarme riguardo i noodles istantanei, piatto orientale molto popolare grazie alla loro velocità di preparazione. In due o tre minuti, infatti, permette di ottenere un pasto rapido e soddisfacente, che può essere consumato direttamente dalla confezione stessa.

Gli effetti sulla salute

Sebbene il gusto studiato e la comodità degli instant noodles possano sembrare irresistibili, è fondamentale valutare attentamente gli impatti sulla salute associati a un consumo eccessivo e prolungato di questi prodotti. Nonostante il loro odore accattivante e il richiamo a emozioni positive, gli instant noodles potrebbero essere più insidiosi di quanto appaiano, rappresentando una minaccia silenziosa per la salute pubblica su scala globale.

L’alto contenuto di sale consumato attraverso una dieta basata su questo tipo di prodotti ha suscitato preoccupazione, soprattutto per quanto riguarda l’aumento delle patologie cardiache. “È uno degli alimenti super-processati più malsani a causa della quantità di sodio e dei tipi di grassi. Visto il fatto che le persone ne stanno mangiando due o tre pacchetti al giorno, non c’è da meravigliarsi che l’ipertensione sia alle stelle”, sottolinea Barry Popkin, nutrizionista e docente statunitense citato dal quotidiano inglese secondo cui anche il profumo dei noodles, ottenuto attraverso additivi artificiali, viene studiato appositamente per attrarre gli acquirenti.

Il boom nel terzo mondo

Un’altra caratteristica dei noodles, oltre alla loro velocità e convenienza, è il loro costo estremamente accessibile. Questo ha portato alla loro diffusione crescente in Paesi in via di sviluppo in Africa, come Nigeria e Kenya, in America Latina, come la Colombia, e in Asia. Secondo le testimonianze raccolte dal Guardian, una persona può consumare anche due confezioni da 70 grammi di noodles istantanei in una sola volta e ripetere questo tipo di pasto più volte durante la settimana. Tuttavia, due confezioni di noodles istantanei di questo tipo contengono 2,352 mg di sodio, il che rappresenta il 118% della razione giornaliera raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Questo eccesso di sodio li rende un potenziale contribuente alle malattie cardiovascolari, soprattutto considerando l’uso continuato e prolungato di questo alimento.