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Filler labbra: l’intervista al Dott. Migliori – Qui Salute Magazine

Per riempire e ringiovanire le labbra esistono diverse tecniche di medicina e chirurgia estetica. Tra i diversi trattamenti per raggiungere questi obiettivi c’è quello del filler riempitivo.

Per conoscere meglio questi tipi di trattamento è sempre necessario il parere di un esperto. Abbiamo avuto il piacere di intervistare il Dott. Franco Migliori, chirurgo plastico ed estetico con più di 40 anni d’esperienza in questa tipologia di trattamento.

Cosa accade alle labbra con l’invecchiamento e a cosa serve il filler labbra?

Con l’invecchiamento le labbra tendono ad avere due tipi di problemi: la riduzione del volume e l’introflessione. L’aspetto tipico di un labbro vecchio è quello di un labbro sottile e piatto. Questo accade perché i tessuti tendono inesorabilmente ad atrofizzarsi con la vecchiaia e portare a queste conseguenze.

Il filler labbra serve a correggere esattamente questi due tipi di difetti. Serve ad aumentare il volume e poi, se ben impiantato, corregge anche l’introflessione del labbro, tendendo a estrofletterlo. Tengo a sottolineare che questo trattamento deve essere eseguito in modo appropriato e seguendo protocolli ben precisi poiché i trattamenti che rendono le labbra non armoniche sono chiara espressione di filler impiantati con poca accortezza, inserendo l’ago dove capita e senza preoccuparsi della linea e dell’aspetto estetico.

In cosa consiste il trattamento e quale sostanza viene iniettata?

I filler di riempimento hanno iniziato ad essere usati almeno 40 anni fa e nel corso dei decenni sono cambiate molte sostanze. Negli anni ‘80, per esempio, veniva usato il collagene. In questo momento, quella che va per la maggiore è sicuramente l’acido ialuronico. Si tratta di un materiale di sintesi, un normale componente del tessuto connettivo del corpo umano.
Una volta, queste tipologie di sostanze si estraevano da tessuti animali, ma questo comportava il rischio di reazioni allergiche. Oggi invece si utilizzano materiali sintetizzati in laboratorio e quindi puri. Queste hanno vari gradienti di compattezza, di cross linkatura delle molecole, per cui passa dalle più fluide e meno cross linkate che vengono utilizzate per ritocchini più fini e che hanno anche una durata minore a quelle più consistenti che durano più a lungo.
Il trattamento consiste in una seduta di 10-15 minuti che si svolge ambulatorialmente. Consiste nell’inserire un ago molto sottile in diversi punti del labbro in modo tale da distribuire in maniera armonica ed equilibrata il filler. Si tratta di siringhe monouso precaricate con quantitativi ben precisi a seconda del tipo di trattamento che bisogna fare e del quantitativo di sostanza da inserire: a volte è necessaria una sola siringa, altre bisogna usarne più di una.

Esistono diversi tipi di filler?

Sì, ne esistono di diversi tipi a seconda della loro struttura molecolare e composizione chimica che vengono utilizzate per differenti zone del viso.
Oltre all’acido ialuronico esistono anche diversi materiali derivati da altre sostanze del corpo umano come l’idrossiapatite che viene utilizzata per correzioni della linea scheletrica come l’ingrossamento degli zigomi o del mento.

 

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Possono sottoporsi tutti a questo tipo di trattamento?

Indicativamente sì, non ci sono limitazioni di fasce d’età o stati patologici particolari che possano aumentare i rischi. In alcuni casi, se ci sono pazienti con patologie autoimmunitarie bisogna stare un po’ più attenti, ma sostanzialmente si rischiano solo la minor durata del trattamento piuttosto che problemi di salute.

Possono esserci degli effetti collaterali?

Come tutti i trattamenti potrebbero verificarsi effetti collaterali ordinari, come per esempio delle piccole irregolarità nel risultato finale. Sono però situazioni facilmente correggibili con piccoli ritocchi che si fanno nei giorni o nelle settimane successive.
Ci sono poi situazioni più estreme descritte in letteratura – come per esempio la necrosi dei tessuti per una sfortunata inoculazione di questi materiali che finiscono accidentalmente in vasi sanguigni – ma che sono molto rare ed evitabili con normali e semplici accorgimenti.

Al di là di questo per non ci sono grossi problemi, anche perché non ci dobbiamo dimenticare che questi materiali sono riassorbibili e che di conseguenza, nel giro di qualche mese, vengono riassorbiti facendo tornare tutto  come prima.

Che accorgimenti bisogna avere dopo aver eseguito il trattamento?

Nei primissimi giorni è consigliato evitare l’esposizione forte e diretta al sole, lampade o sorgenti di calore. Ma solo per quei pochi giorni necessari per la stabilizzazione del prodotto impiantato. Poi per il resto si può fare quasi tutto quello che si vuole. Quindi non ci sono grosse limitazioni.

Qual è la durata del filler?

La durata dipende da più fattori. In particolare:

  • Dalla struttura molecolare del materiale iniettato. Ci sono delle sostanze con molecole meno stabili che si riassorbono prima, magari anche in due/tre mesi e altre con molecole più stabili che arrivano a durare fino a sette/otto mesi.
  • La durata dipende anche da paziente a paziente poiché alcuni di essi hanno una maggiore quantità di enzimi (più meno o meno attivi) deputati a sciogliere e a digerire le molecole della sostanza. Quindi la stessa sostanza impiantata in 10 pazienti diversi potrebbe avere durata differente.

Consigli finali per un risultato permanente

Come abbiamo già detto, i filler sono materiali riassorbibili. Esistono però anche dei filler con materiali non riassorbibili che sono pensati per durare più a lungo o in modo permanente.
Per la mia esperienza decennale, dopo averli usati anch’io, ad oggi sconsiglio l’utilizzo di materiali permanenti di varia natura e struttura.
Di solito suggerisco questo: se un paziente, magari dopo aver fatto due o tre volte un filler con l’acido ialuronico vede che l’effetto di un labbro più pieno e turgido gli piace, e volesse a quel punto fare qualcosa di permanente, è molto meglio eseguire gli ingrossamenti definitivi utilizzando i tessuti del proprio corpo.
In questo caso esistono due tecniche specifiche: l’innesto di derma e il lipofilling (cioè il trapianto di grasso). Entrambi i trattamenti danno ottimi risultati.