Asma, una malattia non solo primaverile

Mentre per molti l’arrivo della primavera è un momento gioioso, per altri segna l’inizio di fastidiosi disturbi come l’asma, scatenati dalle allergie ai pollini che proliferano in questa stagione. È importante notare che sebbene le allergie ai pollini possano aggravare i sintomi dell’asma, questa condizione è presente durante tutto l’anno, con manifestazioni variabili in intensità e sintomatologia. Pertanto, è essenziale riconoscere e trattare adeguatamente l’asma indipendentemente dalla stagione.

Che cos’è l’asma?

L’asma è una delle malattie respiratorie croniche più diffuse nel mondo. In Italia si stima che colpisca circa il 5% della popolazione e il 10% tra gli infanti. A queste percentuali vanno poi sommati coloro che non sanno di averlo, sottostimando o ignorando i sintomi. Essa è causata dall’infiammazione delle vie aeree che a sua volta genera un aumento della responsività bronchiale, causando difficoltà respiratorie, tosse, senso di costrizione toracica e respiro sibilante. Durante i cosiddetti “attacchi d’asma”, ovvero gli episodi ricorrenti di crisi respiratorie, peggiorano i sintomi e la funzionalità respiratoria. Se non trattati in modo adeguato, gli attacchi possono essere anche molto gravi e addirittura fatali.

I fattori che causano l’asma

Nello sviluppo dell’asma giocano un ruolo fondamentale sia fattori genetici (la presenza di asma in un familiare stretto e allergie in primis) che ambientali. Tra i principali fattori ambientali che possono causare questa malattia troviamo gli acari della polvere, i peli di animali, i pollini delle piante, le muffe. Ma non dimentichiamo il fumo del tabacco (anche passivo), i fattori climatici, l’inquinamento atmosferico e le infezioni polmonari. Oltre a cause di tipo ambientale e sanitario sono da menzionare anche gli squilibri nutrizionali e ormonali come fattori di predisposizione all’asma.

I sintomi dell’asma: quali sono i più frequenti?

L’asma è una condizione che può essere facilmente identificata dai suoi sintomi. La principale caratteristica dell’asma è il respiro sibilante, che si verifica quando i muscoli intorno alle vie respiratorie si contraggono e stringono. Questo a sua volta riduce il flusso d’aria nei polmoni e rende difficile la respirazione. Altri sintomi comuni di questa patologia includono la dispnea (ovvero la sensazione di mancanza di fiato), la tosse secca e persistente, la sensazione di costrizione al petto, il respiro affannoso. L’asma può presentarsi in qualsiasi momento, ma è più comune durante la notte o dopo un esercizio fisico.

Come si diagnostica?

Esistono diversi esami per diagnosticare l’asma, ma la spirometria è quello usato più comunemente. Si tratta di un esame di valutazione della funzione polmonare che misura sia i volumi (cioè l’aria contenuta nei polmoni) che i flussi e quindi la velocità con cui i volumi sono espulsi. Risulta poi fondamentale individuare le possibili cause scatenanti, per esempio approfondendo la presenza di allergie respiratorie.​ In ogni caso se insorgono sintomi come tosse, fiato corto e respiro sibilante è necessario eseguire opportune indagini, dato che l’asma, purtroppo, non è certo una malattia da prendere alla leggera.

Il trattamento dell’asma

L’asma è una malattia cronica, per la quale non esiste oggi alcun trattamento risolutivo. E’ possibile però controllarne il decorso tramite farmaci e un corretto stile di vita. L’asma viene trattato con l’uso di farmaci broncodilatatori per alleviare i sintomi e di corticosteroidi per ridurre l’infiammazione. In alcuni casi, è anche necessario utilizzare un inalatore per aumentare il flusso d’aria nei polmoni. Anche cambiamenti nello stile di vita e una corretta alimentazione giocano un ruolo importante nel controllo dei sintomi dell’asma: è importante per esempio limitare il consumo di alimenti grassi o elaborati, che possono contribuire all’infiammazione delle vie respiratorie.

La corretta terapia è necessariamente individuale. È estremamente importante, infatti, concordare con lo specialista il tipo di terapia più adatta, prendendo in considerazione anche la modalità di assunzione (inalatore, con o senza spaziatore) e programmando l’eventuale somministrazione di farmaci in caso di riacutizzazione.

Le precauzioni da prendere

Prendere le misure per ridurre il rischio di asma con l’esposizione a sostanze stimolanti è fondamentale, soprattutto in determinati periodi dell’anno. Oltre alle precauzioni più conosciute, ce ne sono altre che non tutti conoscono. Per esempio, l’utilizzo del condizionatore d’aria riduce la quantità di polline nell’aria e l’umidità all’interno dell’abitazione, oltre a diminuire l’esposizione agli acari della polvere. E’ possibile ridurre al minimo la polvere che potrebbe peggiorare i sintomi notturni sostituendo alcuni elementi nella camera da letto. Ad esempio, inserire cuscini, materassi e molle a scomparsa in coperture antipolvere. Altre accortezze possono essere l’eliminazione dei tappeti e l’utilizzo di tende lavabili. Inoltre, avere l’asma non significa che si debba essere meno attivi. L’esercizio regolare può rafforzare il cuore e i polmoni, oltre a mantenere un peso sano: tutto ciò contribuisce ad alleviare i sintomi.