Cicatrici piccolissime e tempi di ripresa molto rapidi: la chirurgia artroscopica è una procedura mini invasiva che consente di operare all’interno delle articolazioni senza eseguire gli ampi tagli tipici della chirurgia tradizionale.

Ma quali sono le caratteristiche di questo approccio? Approfondisce l’argomento il Dott. Davide Pastorino, Chirurgo ortopedico specialista nel trattamento delle patologie a carico di spalla e ginocchio.

Quando si ricorre a questo intervento?

Si ricorre a questo tipo di chirurgia a seguito di traumi contusivi o distorsivi che possono avvenire nella vita quotidiana, in ambito domestico, lavorativo o sportivo, ad esempio su un campo da calcio o da basket, per fare degli esempi.

È un intervento di chirurgia mininvasiva?

Si tratta di un intervento di chirurgia mininvasiva che prevede solo l’esecuzione di un paio di piccoli fori nella parte anteriore del ginocchio, medialmente e lateralmente rispetto al tendine rotuleo, senza grandi tagli chirurgici, con una ripresa – di conseguenza – più rapida e semplice. Attraverso queste due piccole aperture si introduce una telecamera e uno strumentario dedicato, se è il caso di intervenire. 

Esistono due tipi di artroscopia. L’artroscopia diagnostica, che eseguiamo quando gli esami radiologici non ci aiutano, quindi quando c’è un ginocchio dolorabile ma non riusciamo a capire dove sia la sorgente del dolore. In questi casi l’artroscopia diagnostica ci permette di andare a indagare meglio la condizione del ginocchio e decidere se ricorrere all’intervento vero e proprio.

Dall’altra parte abbiamo l’artroscopia operativa, che si effettua quando gli esami sono chiari. In questi casi si interviene con l’obiettivo di operare su cartilagine, legamenti, sinovia, ecc.

Esiste un paziente tipo? 

Questo intervento può essere eseguito tecnicamente su tutte le tipologie di pazienti, però nel tempo si è capito che l’artroscopia è più indicata per i pazienti, sportivi o non, di mezza età. Al contrario, si è notato che frequentemente un’artroscopia eseguita sugli over 65-70 può portare ad un peggioramento della sintomatologia. Il motivo? In questi casi entriamo nel campo dell’artrosi dove è più difficile intervenire con un’operazione del genere. Più facile, invece, intervenire su un menisco suturandolo o asportandolo parzialmente. O ricostruire un legamento crociato, asportare cisti o altro.

Parliamo del decorso post-operatorio: in quanto tempo si torna a camminare?

Dipende dal tipo di intervento che andiamo ad eseguire, ovviamente. Generalmente si ha una buona ripresa entro tre mesi dall’operazione

Se si tratta di un’artroscopia diagnostica il tempo di recupero è pressoché immediato. Nel giro di una ventina di giorni generalmente il paziente torna a svolgere anche attività sportiva. I tempi salgono ad un mese, mese e mezzo quando si tratta di menisco; tre mesi per una vita normale dopo l’intervento sul crociato; due mesi e oltre nel caso di una plastica di cartilagine in una zona di carico.