Grazie all’ampia divulgazione medico-scientifica, la mindfulness è oggi molto diffusa. E, proprio per questo, a volte fraintesa. La grande e veloce diffusione della mindfulness e soprattutto del programma MBSR Mindfulness-Based Stress Reduction avvenuta in Italia negli ultimi dieci anni ha portato a trascurare alcuni aspetti fondamentali del suo intento e del suo significato: l’attenuazione del disagio attraverso la conoscenza e comprensione dello stesso e delle sue cause e quindi di se stessi e della propria natura personale e relazionale. Spesso la modalità con cui circola il termine mindfulness assume aspetti “tecnici” operativi, funzionali. A volte si incontrano anche forme banalizzanti, riduttive dovute da una crescente continua strumentalizzazione e da una eccessiva specializzazione che non le appartiene. Inoltre, si sta dando diffusione alla mindfulness come una tecnica per gestire o risolvere problemi e cambiare abitudini, dimenticando spesso l’intento profondo e l’impegno nei confronti della pratica di mindfulness per sviluppare attitudini umane interiori per sapersi relazionare in modo significativo con il sempre più diffuso stress e con gli eventi inevitabili della vita ai quali tutti siamo esposti.

Quando la mindfulness inizialmente si è diffusa in occidente era già un fenomeno con profonde radici e una trasmissione millenaria di pratiche contemplative, con un bagaglio filosofico correlato.

Della mindfulness, o piena consapevolezza, occorre ricordare che non è soltanto un modo d’essere mindful, ma piuttosto una caratteristica o condizione interiore, uno stato dell’essere, che va coltivato e sviluppato con la pratica. Tale condizione della mente permette un incontro e una profonda conoscenza e comprensione di se stessi dei propri processi e degli altri. Include una gentile disciplina di pratica, e una coerenza di intenti, valori e stili di vita da portare gradualmente nella propria vita.

Come diceva Spinoza (filosofo e uno dei maggiori esponenti del razionalismo del XVII secolo): “La mente non è separata dal corpo ed è un potente elemento di influenzamento della salute.” Spesso però sperimentiamo la mente come un ambiente dove è presente un circolo costante di pensieri, immaginazioni, ricordi e anticipazioni eccessive che ci portano a vivere una condizione ansiogena, insoddisfatta, reattiva e ha farci sentire sempre più dentro un circolo/loop composto da condizioni emotive coinvolgenti, comportamenti automatici e risposte non adattive. Tali condizioni tendono ad accumularsi in noi stessi generando ripercussioni nel nostro stato psico-fisico. La mindfulness aiuta proprio ad aprirsi e a “sganciarsi” da questi circoli/loop per attivare attitudini interiori come la concentrazione, l’attenzione affettiva, la gentilezza amorevole, l’accoglienza e la comprensione.

Una delle figure di spicco dello sviluppo della mindfulness in occidente è il prof. Jon Kabat-Zinn, docente di biologia molecolare della Medical School of Massachusetts, che a seguito di diversi anni di pratica e studio della mindfulness, creò, nel 1979, il programma MBSR Mindfulness-Based Stres Reduction al fine di trasporre e rendere accessibili e fruibili le potenzialità dei benefici della mindfulness a tutte le persone che si trovavano in un contesto ospedaliero. La sua intuizione è stata di coniugare elementi di fisiologia, biologia e psicologia dello stress con pratiche antiche di mindfulness creando un programma basato su un approccio e un linguaggio accessibile a tutti e per questo, oggi diffuso in tutto il mondo.

Il prof. Jon Kabat-Zinn costituì il programma MBSR per rivolgerlo inizialmente a pazienti, medici e operatori sanitari dell’ospedale della facoltà di medicina in cui insegnava, per dare sollievo alle persone ricoverate. Ha, infatti, definito tale programma come un intervento di medicina partecipativa da offrire alle persone e da integrare alle convenzionali terapie mediche. Tale combinazione ha poi permesso diversi studi che hanno validato tale programma attraverso pubblicazioni medico scientifiche sulle correlazioni tra mindfulness e salute.  La sempre più crescente evidenza scientifica (esistono infatti migliaia di pubblicazioni mediche, vedi ad es. il portale medico PubMed o le riviste scientifiche come JAMA the Journal of American Association, Science, Elsevier etc…) unitamente al grande beneficio riportato dalle persone stesse che partecipano al programma MBSR, ha permesso che sempre più ospedali in molti paesi e in Italia, abbiano iniziato a proporre regolarmente tale programma per i loro pazienti e sempre più  medici e psicoterapeuti consapevoli dei benefici, consiglino a molti di seguirlo.  Nonostante questa grande evidenza dei benefici, l’MBSR non è una terapia e non può sostituire specifici trattamenti medici, psichiatrici e psicoterapeutici. È piuttosto un percorso esperienziale-educativo dai validati effetti benefici sull’equilibrio di chi lo segue.

La prospettiva della mindfulness propone una nuova modalità per entrare in contatto intimo e profondo con le proprie esperienze, e favorisce lo sviluppo di una particolare attenzione al proprio modo di percepirle permettendo di rinnovare il consueto modo di reagire ad esse (reappraisal). Jon Kabat-Zinn ha definito la mindfulness come: “la consapevolezza che sorge dal prestare attenzione, intenzionalmente, al momento presente, e in modalità non giudicante” (Jon Kabat-Zinn).

Questi quattro pilastri attenzione-intenzionale-momento presente-non giudizio, sono generatori di uno stato di presenza mentale sempre più al centro dell’interesse della ricerca scientifica in medicina, nelle neuroscienze, in psicoterapia e in ambito educativo.

Il Motus Mundi Scuola Italiana Mindfulness ( www.motusmundi.it www.scuolaitalianamindfulness.it  )  è la scuola riconosciuta in Italia dal Mindfulness Center della Brown University, per offrire il programma MBSR originale secondo i criteri delineati da Jon Kabat-Zinn con il quale ho potuto personalmente collaborare nel mio percorso di insegnate e docente/trainer MBSR.

Il programma MBSR originale, che viene proposto sia in presenza che live online,  propone 8 incontri di gruppo con cadenza settimanale e della durata di circa due ore e mezza ciascuno, oltre ad un incontro di un’intera giornata e prevede per i partecipanti un programma quotidiano di meditazioni audio-registrate di 45’.

Durante il corso le persone apprendono a:

  • Sviluppare attenzione e consapevolezza.
  • Riconoscere il divagare della mente e saperlo riportare al presente.
  • Entrare in contatto con le proprie esperienze interiori e con le emozioni.
  • Osservare, riconoscere e comprendere i propri automatismi.
  • Accogliere ed affrontare le situazioni difficili causa di stress.
  • Coltivare un’attenzione e un’attitudine non giudicante.
  • Prendersi cura di sé stessi (self-care).

Sono diverse i riscontri nella regolazione di diverse patologie stress correlate:

  • Asma (Pbert, Madison, Druker, Olendzki, Magner, Reed, et. al., 2012).
  • Cancro (Carlson, Doll, Stephen, Faris, Tamagawa, Drysdale, & Speca, 2013).
  • Dolore Cronico (Reiner, Tibi, & Lipsitz, 2013).
  • Diabete (Hartmann, Kopf, Kircher, Faude-Lang, Djuric, Augstein, et. al., 2012).
  • Disturbi Gastrointestinali (Zernicke, Campbell, Blustein, Fung, Johnson, Bacon, & Carlson, 2013).
  • Disturbi Cardiaci (Sullivan, Wood, Terry, Brantley, Charles, McGee, Johnson, et. al., 2009).
  • Disturbo del sonno (Andersen, Wurtzen, Steding-Jessen, Christensen, Andersen, Flyger, et. al., 2013).
  • Fibromialgia (Schmidt, Grossman, Schwarzer, Jena, Naumann, & Walach, 2011).
  • Ipertensione (Hughes, Fresco, Myerscough, van Dulmen, Carlson, & Josephson, 2013).
  • Stress (Kearney, McDermott, Malte, Martinez, & Simpson, 2012).
  • Ansia (Hoge, Bui, Marques, Metcalf, Morris, Robinaugh, et. al., 2013).
  • Depressione (M.Williams).
  • Disturbo dell’Umore (Hofmann, Sawyer, Witt, & Oh, 2010).

Miglioramento della funzionalità della risposta immunitaria

La mindfulness agisce in maniera sensibile sulla regolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, il cosiddetto sistema dello stress, e migliora la risposta immunitaria.

  • MEDIATORI BIOLOGICI (premio Nobel 2009 Elisabeth Blackburn biologa) è stato riscontrato che le pratiche di mindfulness rallentano la precoce riduzione dei telomeri (sequenze di DNA alla fine dei cromosomi la cui lunghezza coincide con la vita della cellula) causata dallo stress (R. Davidson-J.Kabat-Zinn 2003).
  • STATI DA STRESS: Riduce gli stati di ansietà, preoccupazione, angoscia, agitazione, nervosismo e depressione (Roemer et al. 2008) (Teasdale et al 2000).
  • CERVELLO: Sono state rilevate delle attività nell’area della corteccia prefrontale e della corteccia cingolata prefrontale che sono aree di elaborazione delle emozioni e pertanto una maggiore capacità di autoregolazione delle emozioni, di regolazione corporea, sintonia interpersonale, stabilità emotiva, flessibilità nella risposta, gestione degli stimoli emotivi, intuizione. Inoltre, nei meditatori si rileva una minor attivazione dell’amigdala, un’area dea del cervello che gestisce la paura e gli stati di allarme, e lo sviluppo dell’Ippocampo area del cervello della memoria e soprattutto dell’apprendimento.

Questi studi fanno ritenere il programma MBSR come un elemento imprescindibile del benessere della persona, della sua salute e soprattutto per la riduzione dello stress e la prevenzione dei disturbi o patologie stress-correlate.

Per informazioni sui nuovi corsi MBSR: https://www.motusmundi.it/corsi-mindfulness/corso-mbsr

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Articolo a cura di Franco Cucchio
(MBSR Senior Teacher Trainer CfM UMass e MC Brown University
MBSR Supervisor MC Brown University
Presidente Motus Mundi Centro per la Mindfulness
Direttore Scuola Italiana Mindfulness
Coach ICF