Non tutti sanno che, se il 17 gennaio si celebra la Giornata mondiale della pizza (in occasione di Sant’Antonio Abate, patrono dei pizzaioli), questa non va confusa con la sua variante internazionale: il Pizza Day, fissato ogni anno il 9 febbraio.

Quella che quasi tutti considerano una vera e propria arte – fatta di lievitazioni lente e misurate, cotture precise e ingredienti di qualità, buoni e ricercati – è anche uno dei piatti italiani più conosciuti, amati e mangiati.

Ben presto ci si rese conto che una sola ricorrenza non sarebbe bastata per rendere merito a uno dei piatti più amati al mondo. Fu così che anche gli Stati Uniti – primi consumatori di pizza al mondo – decisero di istituire un nuovo Pizza Day, festeggiato ogni 9 febbraio.

Un piatto da premio

Oltre a figurare tra le 5 ricette più ricercate su Google, la pizza fa anche bene alla salute. La prova arriva una ricerca scientifica che nel 2019 valse la vittoria del Premio IgNobel per la medicina del 2019. Ma in cosa consiste il Premio IgNobel?

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Si tratta di un riconoscimento satirico, assegnato annualmente a dieci ricercatori autori di ricerche «strane, divertenti e perfino assurde» che, però, hanno anche una valenza scientifica. Quel tipo di lavori improbabili, insomma, che «prima fanno ridere e poi danno da pensare».

Amata dai palati e dal sistema immunitario

L’autore della ricerca relativa alla nostra amata pizza è Silvano Gallus. I suoi studi hanno dimostrato che mangiare abitualmente la pizza fa bene al cuore, previene l’infarto del miocardio e alcune forme di tumore e, in più, allunga la vita, in quanto racchiude in sé tutte le virtù della dieta mediterranea.

Va da sé, però, che proprio per questo gli ingredienti devono essere proprio quelli della tradizione: le pizze esotiche e rivisitate non fanno bene alla salute quanto l’originale.