Reazioni avverse al cibo, di cosa si tratta?

Le allergie e le intolleranze alimentari fanno parte di un più vasto gruppo di disturbi, definiti come reazioni avverse al cibo.
Le prime osservazioni sui disturbi legati al cibo arrivano dalla medicina ippocratica, il cui fondatore già nel V secolo a.C. aveva notato gli effetti negativi dovuti all’ingestione di latte di mucca. Tuttavia, le reazioni avverse al cibo costituiscono ancora una delle aree più controverse della medicina. Non sempre, infatti, sono chiari i meccanismi che ne stanno alla base, così come c’è ancora molta incertezza sulla sintomatologia clinica, sulla diagnosi e sui test che vengono utilizzati per effettuarla.

Le differenze tra allergia e intolleranza

Secondo quanto riportato dallo stesso Istituto Superiore di Sanità (ISS), si può parlare di intolleranze alimentari quando la reazione non è provocata dal sistema immunitario. Nel caso di risposta immunitaria, invece, si tratterebbe piuttosto di allergie. Le prime, inoltre, sono più comuni delle seconde.

Sempre prendendo come riferimento l’ISS è stata l’American Academy of Allergy Asthma and Immunology a proporre una classificazione basata sul termine generico “reazione avversa al cibo”. Al suo interno, come abbiamo avuto modo di anticipare, avviene poi la distinzione tra allergie e intolleranze. Le prime sono mediate da meccanismi immunologici, mentre nelle seconde la reazione non viene provocata dal sistema immunitario.

Una classificazione simile è stata proposta anche dalla European Academy of Allergology and Clinical Immunology, la quale ha introdotto la distinzione tra reazioni tossiche (o da avvelenamento, causate dalla presenza di tossine nell’alimento e dipendenti esclusivamente dalla quantità di alimento tossico ingerita, come nel caso dei funghi) e non tossiche (variabili in base alla suscettibilità dell’individuo e suddivise) in allergie e intolleranze.

Come avviene la diagnosi

La diagnosi di intolleranza alimentare avviene per esclusione, dal momento che è resa possibile solo dopo aver indagato ed escluso un’allergia alimentare. L’indagine utilizzata per accertarla consiste nell’individuare l’alimento sospetto, eliminarlo dalla dieta per 2-3 settimane e poi reintrodurlo per altre 2-3 settimane. Se i sintomi scompaiono durante il periodo in cui viene abolito l’alimento e si ripresentano nel momento in cui viene reintrodotto nella dieta, si tratta di una reazione avversa al cibo. A questo punto, attraverso test diagnostici specifici, si verifica se è coinvolto il sistema immunitario, così da definire se si tratti di un’allergia. In caso contrario, ci troviamo di fronte a un’intolleranza.

La sintomatologia associata alle intolleranze alimentari è piuttosto variabile, ma generalmente si riscontrano sintomi prettamente intestinali (dolori addominali, diarrea, vomito, perdita di sangue con le feci) e solo raramente vengono colpiti altri organi. Le allergie, invece, possono manifestarsi anche senza sintomi intestinali, e questo proprio perché scatenate da meccanismi immunologici. In caso di intolleranze, inoltre, la sintomatologia può talvolta divenire cronica, mentre le allergie possono avere anche complicanze più gravi, fino allo shock anafilattico.

Le diverse intolleranze alimentari

Per quel che concerne le intolleranze alimentari, è bene operare una classificazione generale:

  • Enzimatiche, determinate, cioè, dall’incapacità, per difetti congeniti, di metabolizzare alcune sostanze presenti nell’organismo. La più frequente è quella al lattosio, mentre la forma più comune di intolleranza al grano è la celiachia
  • Farmacologiche, che si manifestano in soggetti che hanno una reattività particolare a determinate molecole presenti in alcuni cibi. In alcuni casi, la reazione può essere dovuta ad alcuni additivi aggiunti agli alimenti. Non è ancora chiaro se in questo caso si tratti di intolleranza o di allergia, dal momento che – pur non essendoci prove che la reazione abbia basi immunologiche – le manifestazioni sono così variabili che «non si può escludere la possibilità di un’interazione tra meccanismi biochimici e meccanismi mediati immunologicamente».