Messina, la “porta della Sicilia”

Non siete mai stati nella città dell’omonimo Stretto? Dovete mettervi al lavoro allora e rimediare il tutto, perché “la porta della Sicilia” è la prima città che s’incontra dopo aver attraversato lo Stretto. Accoglie i visitatori con il sorriso dei suoi abitanti, la bontà delle sue specialità gastronomiche e la bellezza della sua arte. Il centro storico di Messina è tutto da scoprire e la sua bellezza è data soprattutto dalle meraviglie che contiene una delle piazze principali, Piazza Duomo, ovvero il Duomo, la Fontana di Orione e l’Orologio Astronomico.

Lo Stretto di Messina

Chi arriva a Messina via mare “dal continente” non può non rimanere affascinato dallo Stretto o “U Strittu”, come viene chiamato localmente. La particolarità più interessante racchiude anche miti e leggende. Primo fra tutti il fenomeno della Fata Morgana: un effetto ottico che fa risultare sfocata la fascia sopra l’orizzonte che può corrispondere ad isole o barche, ma che a Messina avviene guardando la sua costa. Il nome Fata Morgana fa riferimento alla “fata” della mitologia celtica,  la fata che inganna i marinai conducendoli alla morte tramite visioni illusorie.

Il Duomo di Messina

Il Duomo di Messina è intitolato a Santa Maria ed è stato costruito in epoca giustinianea. Gli arabi durante la loro dominazione dell’Isola tra il IX e l’XI secolo, la sconsacrarono trasformandola in una moschea. Nei secoli a venire, la cattedrale subì poi diverse modifiche che la allontanarono dall’impronta romanica originaria, fino al 1908, anno in cui il terremoto di Messina danneggiò gravemente la sua struttura. Ricostruita nel corso degli anni Venti, la chiesa visse un altro brutto momento storico. Nel 1943, la chiesa andò in fiamme a causa di un un’incursione aerea durante la guerra. Seguì, quindi, una nuova ricostruzione che terminò nel 1947, quando la chiesa riaprì al pubblico, acquistando anche lo status di Basilica grazie al Papa Pio XII. Nella stessa piazza accanto al Duomo, che vi consigliamo di visitare anche al suo interno, ammirate la cinquecentesca Fontana di Orione da ogni angolatura e l’Orologio Astronomico costruito negli anni Trenta e facente parte la cattedrale.

Capo Peloro

L’area protetta di Capo Peloro si trova sulla punta estrema nord orientale della Sicilia e fa parte del territorio urbano di Messina. Qui sorge il Faro di Capo Peloro, essenziale per le navi che fanno ingresso nell’isola arrivando da nord. Qui è il punto in cui il Mar Tirreno incontra il Mar Ionio diventando cosi il tratto costiero in cui le correnti spesso sono talmente intense da poter osservare la Calabria, che sembra essere a pochi passi di distanza. Un’escursione davvero curiosa da fare in queste zone è quella al Lago di Ganzirri, noto anche come Pantano Grande, che sorge proprio vicino al mare.

Cosa mangiare a Messina

Pasta incasciata, braciole e pignolata. Per il siciliano il pranzo della domenica, rigorosamente in famiglia ed è una delle tradizioni più solide e intime. Messina è una città fortemente caratterizzata a livello gastronomico, da un lato da una ricchissima offerta di street food e dall’altro da alcune ricette tradizionali imperdibili per chi visita la città dello Stretto. A partire dai classici pidoni fritti, un impasto azzimo con strutto e vino bianco ripieni di scarola, acciughe e tuma, agli arancini messinesi a forma di pera e con un ripieno di ragù e mortadella, alla focaccia messinese.