Articolo a cura del Dott. Matteo Perelli, Farmacista Naturopata

Parte del titolo è lo stesso di quel bellissimo programma televisivo realizzato recentemente per la RAI da Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, che se ne è andato, in solitaria, in un lungo viaggio attraverso le Ande in direzione di Aracataca, il villaggio Colombiano in cui è nato lo scrittore Gabriel Garcia Marquez. Chi ha visto il programma si è reso conto, oltre che della simpatia della popstar, anche dei fantastici paesi sudamericani, che ha percorso in bicicletta, ricchi di paesaggi magici e culture antiche.
Perché questo titolo? Perché semplicemente il nostro pianeta è meraviglioso e ve lo voglio dimostrare.

Il nostro meraviglioso pianeta

Quando leggiamo i giornali o guardiamo la televisione, la stragrande maggioranza delle notizie che leggiamo o che vediamo sono negative. Mi riferisco alle guerre, alle notizie sul clima, alla cronaca nera, ai femminicidi, agli omicidi, alla recessione economica, alla pandemia di Covid ecc.
Poche sono le notizie o le immagini che riguardano eventi positivi. Se poi ci spostiamo su internet cambia poco. Ma noi abbiamo bisogno di positività per vivere meglio!

Abitiamo su un pianeta caratterizzato dalla ricchezza di vita sia animale che vegetale, unico nel nostro sistema solare, ma unico anche in molti altri. Gli scienziati da lungo tempo stanno cercando esopianeti, cioè pianeti simili alla Terra dove possa esserci vita, ma è difficile trovarli in quanto devono essere: ad una giusta distanza dal proprio sole, l’acqua deve essere nella forma liquida e la temperatura esterna deve consentire la vita.
La lista è basata sui dati del catalogo degli esopianeti abitabili pubblicati dal Planetary Abitability Laboratory dell’Università di Porto Rico ad Arecibo. Al 20 dicembre 2023, sono 63 i pianeti extrasolari confermati potenzialmente abitabili. Il problema è che sono lontani anni luce dalla terra e con le attuali tecnologie dei viaggi spaziali risultano irraggiungibili. Inoltre potrebbero essere presenti forme di vita primordiali o anche avanzate che non accetterebbero certamente di essere invase da guerrafondai esseri umani.

L’istinto della guerra

Il punto è questo: le guerre! Come mai esistono? Perché l’essere umano ha insito nel proprio DNA di dover uccidere altri esseri umani per rubargli terre, beni e ricchezze? Purtroppo andiamo avanti così da quando c’è l’uomo e continuiamo anche adesso dopo aver provocato due guerre mondiali con milioni di morti. Ora, come dice Papa Francesco, siamo artefici di una “terza guerra mondiale a pezzi” data la frammentazione dei conflitti ma per questo non meno pericolosa delle altre.

La risposta è intorno a noi

Ma come ovviare a questo istinto primordiale prima di portare distruzione su tutto il pianeta? La risposta sta nel fermarsi un attimo, respirare profondamente, aprire gli occhi ed osservare la vita che scorre attorno a noi.
Magari recandoci dove c’è un po’ di natura cominciando a contemplarla con semplicità. Un luogo al mare o in montagna per non parlare dei posti esotici.
Tutto questo ci dovrebbe aiutare ad innamorarci del nostro pianeta e del nostro prossimo e ad imparare a non trattarli più male. Dovrebbero adottare questo comportamento anche i nostri governanti andando nei luoghi più remoti e più belli del nostro pianeta imparando a contemplarli attentamente assieme alle popolazioni che ci abitano. Ed ecco che le cose forse cambierebbero. Lo stesso dovrebbe fare a chi è all’apice delle multinazionali che spesso influenza gli stessi governi nel prendere le decisioni importanti. Il medesimo comportamento andrebbe preso inoltre anche per l’altro grosso problema che affligge in nostro pianeta: l’inquinamento. Ridurre i gas serra e gli altri inquinanti è sempre più necessario.
Forse come dicono alcuni scienziati siamo giunti al punto del non ritorno. Ma noi dobbiamo provare a farcela lo stesso per purificare l’aria, l’acqua, le foreste e i territori. Non è cosa facile ma occorre immediatamente procedere in tal senso.

In conclusione non è necessario cambiare un pianeta in fondo così bello, a trovarne un altro ci vuole ancora tempo e tecnologia, ma intanto facciamoci andare bene quello che abbiamo.

Matteo Perelli