La posta della psicologa: la Dott.ssa Gregorini risponde alle vostre domande

In questo spazio la Dott.ssa Gregorini, psicologa che si occupa di psicoterapia individuale, di coppia e familiare, risponderà a quesiti, dubbi e curiosità che le rivolgerete.
Per scrivere anche tu alla Dottoressa, entra nella sezione “La posta della Psicologa” e compila la richiesta in fondo alla pagina!

L’obiettivo è fornire input di riflessione generali per favorire la consapevolezza sull’importanza della salute mentale. È importante sottolineare che nessuna interazione può essere paragonabile ad una consulenza specialistica, né ad un intervento di aiuto.

I vostri quesiti

Buonasera Dottoressa, ho 32 anni e passo molto tempo della giornata a vedere i video del grande fratello su Perla e Mirko (due concorrenti ex fidanzati che forse si rimetteranno insieme). Ricevo molte critiche per questo e anche io mi rendo conto di aver un interesse forse eccessivo. Secondo lei perché?

Salve, i giudizi sono poco utili per comprendere gli stati d’animo e le motivazioni profonde dei propri comportamenti.
Ciascuno ha il diritto di scegliere di guardare ciò che desidera, per interesse, per bisogno di leggerezza, ecc. Se il tempo trascorso davanti allo schermo è eccessivo può essere il tentativo inconscio di “evadere” dalla realtà, di regolare alcune emozioni ed è importante poter riconoscere i bisogni profondi.
Tuttavia, mi sembra che lei si interroghi sull’ enfasi particolare che questa vicenda le suscita. Quando si resta “catturati” dalle storie di persone/personaggi in un film o in un programma televisivo, con molta probabilità ci si identifica e si proiettano sentimenti personali profondi inconsci. Nelle storie degli altri troviamo un po’ di noi. Incuriosirsi su di sé e non giudicarsi è una buona via da percorrere.

Dottoressa, sono due anni che sono in crisi con mio marito. Lo sento assente e poco partecipe nella cura dei figli e questo mi sta esasperando. Spero che capisca che mi deve sostenere, ma il tempo passa e le cose non cambiano. Avremo bisogno di un supporto?

Salve, purtroppo la genitorialità viene ancora troppo spesso considerata una questione “prettamente femminile”.
In realtà, molte evidenze confermano l’importanza della co-genitorialità e della figura paterna per la crescita sana dei figli. È importante che noi donne per prime non sentiamo l’intera responsabilità sulle spalle. Talvolta, si desidera di essere capiti senza parlare ma questa è in aspettativa che facilmente potrà essere delusa. È importante comunicare con chiarezza all’altro i propri bisogni e il proprio sentire. Inoltre, in ogni coppia esiste una co-responsabilità nel determinare una dinamica. È importante chiedersi se sta facendo adeguatamente spazio a suo marito, oltre a lamentare comprensibilmente la sua assenza. Un supporto può essere sicuramente utile per migliorare la comunicazione e ri-strutturare equilibri disfunzionali.

Mi chiamo Enrico e vorrei tanto un cane. Discuto con la mia compagna perché lei non lo vuole per timore dello sporco. Lei cosa ne pensa degli animali in casa?

La scelta di adottare un cane è importante che non sia solo sentita, ma anche pensata. Il cane è inevitabilmente un impegno quotidiano e costante, che modifica i ritmi quotidiani e richiede una maggiore attenzione alla pulizia in casa. È inoltre un costo ed è un essere vivente che rimarrà dipendente per tutta la sua vita. Sono aspetti fondamentali di cui essere consci poiché fare una scelta consapevole è il primo passo per prevenire gli abbandoni, ancora troppo frequenti. Vivere con un cane ha molteplici benefici per la salute psico-fisica: incoraggia il movimento; favorisce la vita sociale; migliora il tono dell’umore; riduce l’ansia; permette una relazione di attaccamento; mobilità le funzioni di cura e accudimento ecc.. In una coppia o in una famiglia è importante che vi sia una decisione condivisa poiché il cane entra a far parte delle dinamiche relazionali, modificandole. Adottare un cane è un’esperienza meravigliosa e straordinaria ma non può essere una scelta imposta o compiuta sull’onda dell’impulso.

Salve Dottoressa, la mia domanda può essere strana ma volevo chiederle se è normale che io detesto il Natale.

Non conosco la sua storia ma non è insolito non amare il Natale. Per molte persone Natale risveglia le mancanze, illumina le assenze, i posti vuoti a tavola. Si acuiscono le solitudini, si inaspriscono i conflitti familiari e ci si sente facilmente “anomali” e “sbagliati” se non ci si sente partecipi all’entusiasmo collettivo. È inoltre importante rispettare i propri valori, la propria spiritualità. Se si è cristiani il primo significato del Natale dovrebbe essere religioso. Credo che sia importante poter raggiungere un rapporto libero con il Natale, in cui si possa riconoscere il proprio sentire, che non sarà identico a se stesso ma potrà mutare nel tempo. È importante chiedersi cosa non le piace del Natale, se ci sono esperienze passate non elaborate e se può e vuole fare qualcosa per migliorare questo aspetto.
Infine, Natale spesso corrisponde al mantra di “dover essere felici” ma la felicità non si raggiunge premendo un bottone ed il diritto alla tristezza merita di essere ripristinato.

 

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Dott.ssa Giulia Gregorini
Psicologa – Psicoterapeuta