Il 20 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: una ricorrenza adottata dall’ONU nel 1989 e ratificata dall’Italia il 27 maggio del 1991, grazie alla quale oggi i bambini vengono riconosciuti come aventi diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici.

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Una ricorrenza importante

Il 20 novembre rappresenta una giornata fondamentale per i più piccoli, e questo perché proprio grazie ad essa in quasi tutti i Paesi del mondo i bambini godono dei diritti fondamentali e sono protetti e tutelati.

La data scelta non è casuale: coincide con il giorno in cui, nel 1959, l’Assemblea generale dell’ONU adottò la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, confermata il medesimo giorno del 1989 dalla stipula della Convenzione sui diritti dell’infanzia, documenti alla base della tutela di tutti i bambini e dei loro diritti. Un monito importante per ripensare un futuro senza discriminazioni e disuguaglianze, ancora oggi un problema da risolvere in moltissimi Paesi.

La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza è stata firmata il 20 novembre 1989. I diritti contenuti e descritti al suo interno sono quattro:

  • Non discriminazione.
  • L’interesse dei bambini e delle bambine deve avere la priorità.
  • Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo.
  • Ascolto delle opinioni del minore.

Siamo nel XXI secolo, ma purtroppo milioni di bambine e bambini continuano ogni giorno a rischiare la propria vita a causa di conflitti, povertà e crisi climatica. Stando alle statistiche globali, al giorno d’oggi oltre 400 milioni di bambini vivono in aree di conflitto. In media, 1 bambino su 2 vive tra guerra e povertà. Un dato spaventoso, a cui si cerca quotidianamente di far fronte lavorando in favore dei diritti di tutti i più piccoli.