Il 6 marzo è LymphAday, la Giornata mondiale del linfedema, una patologia che colpisce circa 40mila italiani ogni anno. Dal 20 al 40% si tratta di pazienti sottoposti a trattamenti oncologici.

La stessa parola LymphAday è un acronimo: sta, infatti, per LYMPHedema Awareness DAY, traducibile in italiano come, appunto, Giornata mondiale per la consapevolezza sul linfedema.

Tale ricorrenza, istituita nel 1994, arriva quest’anno alla sua ventottesima edizione ed è finalizzata a sensibilizzare gli Stati del mondo su una patologia spesso trascurata dal servizio sanitario.

LymphAday: cos’è il linfedema e come si affronta

Il linfedema è una patologia che colpisce ogni anno oltre 300milioni di persone nel mondo. Solo in Italia, l’incidenza annua di questa patologia è pari a 40mila nuovi casi, cui si aggiungono più di 2milioni di pazienti che presentano un linfedema cronico sono più di 2 milioni.

Si tratta di una patologia cronica a carattere evolutivo, disabilitante ed ingravescente. È caratterizzata da un rallentamento o da un blocco della circolazione linfatica a carico dell’arto superiore e/o inferiore, statisticamente molto diffusa.

Si tratta di una malattia molto diffusa, che deve essere diagnosticata tempestivamente e in modo corretto, così da poter provvedere il più rapidamente possibile a un’adeguata terapia.

Esistono due tipi di linfedema:

  • Linfedema primario: deriva da mutazioni genetiche e, per questo, viene definito anche linfedema congenito. Di norma insorge precocemente, prima dei 35 anni, ma non mancano esempi di linfedema primario tardivo.
  • Linfedema secondario: si manifesta spesso in seguito al trattamento medico-chirurgico di patologie tumorali, interventi o eventi traumatici.